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Abbonamenti scuolabus, niente rimborsi per le famiglie: "La situazione è inaccettabile"

Il Forum delle associazioni dei genitori nella scuola dell’Umbria in pressing su Regione e Governo per i voucher sui trasporti scolastici non utilizzati lo scorso anno a causa dell’emergenza Coronavirus

I rimborsi 2020-2021, ma non solo: mancano gli sconti quelle famiglie con più figli che usufruiscono del servizio e pure le pensiline alle fermate per riparare chi aspetta gli autobus.

Ad alzare la voce è il Forags Umbria, il Forum delle associazioni dei genitori nella scuola che “chiede alle istituzioni di farsi carico dell’inaccettabile situazione circa i mancati voucher per i trasporti scolastici dello scorso anno scolastico”.

Nel 2020-2021 “l’abbonamento ai trasporti pagato dalle famiglie umbre - spiega una nota del Forum - non è stato utilizzato per circa il cinquanta per cento dell’anno. Assistiamo da settembre ad oggi ad un continuo tira e molla tra l’assessore ai trasporti regionale e le famiglie, che stanno continuando a chiedere che la Regione si attivi con il Governo per favorire un percorso di rimborso dei mesi non utilizzati lo scorso anno e per sostenere economicamente le famiglie in difficoltà economica che all’inizio dell’anno debbono pagare anticipatamente l’intero importo dell’abbonamento, tra l’altro moltiplicandolo per il numero dei figli, senza poter usufruire di alcuno sconto in caso che più figli usufruiscano del servizio di trasporto. Mancano inoltre le pensiline alle fermate per riparare dal maltempo chi aspetta gli autobus”.

La “questione rimborsi” serve però ad accendere un faro su quello che il Forags definisce come un “annoso problema che oggi più che mai chiede di essere affrontato e risolto”.

Problema affrontato anche nel corso dell’ultimo incontro con l’ufficio scolastico regionale durante il uale è stato chiesto alla dirigente Iunti “di affiancare le famiglie in questa battaglia che non è solo di tipo economico: le famiglie non vengono ascoltate, ma sono quelle che stanno portando il peso delle conseguenze della pandemia”.

Al contrario, il trasporto scolastico è un servizio essenziale, soprattutto in una regione come l’Umbria “la cui conformazione territoriale impone l’utilizzo degli autobus pressoché a tutti, ma non tutti si possono permettere queste cifre e queste condizioni sfavorevoli per chi ha più figli”.

“Ci aspettiamo un segnale di vicinanza reale e concreto dal punto di vista economico, partendo dai rimborsi per il mancato utilizzo del servizio nel 2020. Inutile scrivere lettere come ha fatto l’assessore regionale ai trasporti – sottolinea Elisabetta Mazzeschi, coordinatrice del Forags Umbria - in cui di fatto non si prevede altra soluzione che scaricare su un’azienda privata un problema che è squisitamente sociale”.

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