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Giovedì, 6 Ottobre 2022
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Bollette choc per negozi, imprese, bar, alberghi e supermercati. Rincari in vista a carico dei consumatori: ecco quanto si paga in più rispetto al 2021

I dati dell'Osservatorio Confcommercio Energia dimostrano una crescita senza sosta del prezzo dell’energia per le imprese del terziario. Si arriva fino a 131% in più. Confcommercio: "Serve l'intervento del Governo, subito"

Il caro vita - dalla colazione al bar, passando per la spesa quotidiana, fino ad arrivare a vestiti e vacanze - è destinato ad aumentare ancora di più in tutti i settori del consumo quotidiano e indispensabile. Rincari che commercianti, ristoratori, agricoltori, albergatori e baristi sono costretti ad applicare per cercare di non chiudere le rispettive botteghe alle prese con l'aumento mostruoso e costante dell'energia elettrica e gas. Ma con gli aumenti non è detto che saranno coperte le spese dato che i consumatori stanno perdendo sempre di più potere di acquisto e sempre di più devono fare delle rinunce. Tradotto: se aumentano i prezzi c'è il rischio di una forte riduzione dei consumi. Una situazione talmente disastrosa che ancora non si è palesata con tutte le sue forze. Serve un piano straordinario per aiutare le imprese del terzo settore per evitare un'altra ondata di rincari. Ma oltre gli aiuti serve anche un piano certo per il futuro prossimo per l'autonomia energetica sfruttando rifiuti, eolico e green.

I dati dell'Osservatorio Confcommercio Energia dimostrano una crescita senza sosta del prezzo dell’energia per le imprese del terziario. Ad aprile 2022, rispetto alle rilevazioni dello scorso gennaio, si stima un incremento del costo delle forniture di energia elettrica che oscilla tra il 50% fino ad oltre l’80%. In particolare, i dati del primo trimestre 2022 (31 gennaio/30 aprile) testimoniano che la spesa annua per il 2022 in elettricità per un albergo tipo può arrivare fino a circa 137.000 €, con un incremento del 76%, per un ristorante fino ad oltre 18.000 € (+57%), mentre per un negozio alimentare passerà da 23.000 € a 40.000 € (circa il 70% in più), per un bar il conto annuale aumenta del 54%, mentre per i negozi non alimentari il rincaro può arrivare addirittura all’87%. Il quadro è chiarissimo: ecco perché si temono chiusure, rincari e crisi dei consumi per le famiglie che non riescono più ad arrivare alla fine del mese.

Giorgio Mencaroni, presidente di Confcommercio Umbria, non nasconde la propria preoccupazione: “La gravità della crisi in atto e le violente conseguenze sul tessuto economico e produttivo, richiedono anche un rafforzamento ulteriore dei crediti d’imposta introdotti dal governo. Le nostre imprese del terziario stanno tentando di ripartire e la stagione estiva presenta segnali incoraggianti, ma il caro energia sta frenando la ripresa. Dall’Umbria non possiamo che sostenere la richiesta di interventi che riducano in modo strutturale i costi dell’energia per le imprese del terziario, che nel 2022 soffriranno un aggravio di spesa più che doppio rispetto all’anno precedente, sempre che rimangano stabili o in calo gli attuali prezzi”.

Altrettanto significativi i rincari, su base trimestrale, per la spesa annuale del gas. Si stima che, tra il 31 gennaio ed il 30 aprile 2022, la spesa annuale di gas per tutti i comparti del terziario presi a riferimento è aumentata, arrivando a toccare, in alcuni casi, incrementi pari al 34%. Di particolare rilievo l'incremento registrato per gli alberghi (+6.000€ rispetto alle previsioni di gennaio 2022) e altrettanto importante l'aumento del conto annuale del gas nel settore della ristorazione, passato dai circa 8.000 € delle previsioni di gennaio ai 10.000€ stimati di aprile (+2.000€ di differenza nel giro di pochi mesi). Un +5% si registra invece per i bar, mentre per i negozi - di generi alimentari e non - il “delta” tra le previsioni di inizio anno e aprile è del 31%.

Nel confronto tra aprile 2021 e aprile 2022, la “bolletta annuale” di elettricità è aumentata considerevolmente per tutti i principali comparti del terziario: settore alberghiero (+68.000€ e +131%), ristoranti (+9.000€ e +129%), bar (+5.000€ e +111%), negozi di generi alimentari (+20.000€ e +115%) e negozi non alimentari (+5.000€ e +113%). La situazione è grave e seria. Altro che ripresa, qui viene giù tutto, peggio dei tempi del Covid. 

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