Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Nomine & Poltrone, l’Ordine degli architetti di Terni si rinnova: Stefano Cecere eletto presidente

Le cariche per il quadriennio 2021/2025. Il neopresidente: momento storico complesso, serve una particolare attenzione per il lavoro

Nuovo Consiglio dell’Ordine degli architetti pianificatori, paesaggisti e conservatoti della provincia di Terni. Sono stati eletti nel consiglio per il quadriennio 2021/2025 Stefano Cecere, Francesco Andreani, Rocco Olivadese, Franca Ferrante, Paola Barsotti, Alberto Tiberi, Vanessa Salvo, Monica Di Orazio, Moreno Polleggioni.

Nel primo Consiglio degli eletti che si è tenuto nella giornata di ieri, 5 luglio, sono stati conferite le cariche: Stefano Cecere sarà presidente, Rocco Olivadese vice, Franca Ferranti segretario e Alberto Tiberi tesoriere.

“Cosa dire? L’emozione è tanta, quanto la voglia di poter fare bene e di lavorare per tutto l’Ordine degli architetti della provincia di Terni – commenta il neoeletto presidente Cecere - Desidero solo aggiungere che il nostro territorio è vasto e come tale è importante nella sua totalità senza distinzione di grandezza o numero. Vorrei innanzitutto ringraziare la mia famiglia e i miei figli che pur oramai grandi e stando fuori da questa città mi hanno supportato e spinto in questo percorso, oltre naturalmente a tutti i nostri sostenitori e colleghi che hanno creduto fin dall’inizio a quello che stavamo facendo e al nostro progetto, regalandoci questo esito”.

“Abbiamo cosi creato una squadra affiatata, costituita da architetti liberi professionisti, dipendenti, imprenditori e progettisti di qualità, riservando un’attenzione particolare ai giovani che sono il nostro futuro e a cui credo fin da sempre e sempre dimostrato anche nei miei trascorsi di rappresentanza in altre Associazioni. Abbiamo ascoltato tutti gli interpellati e, infine, abbiamo iniziato a proporci con umiltà e voglia di rappresentanza agli iscritti, arrivando al risultato di ora”.

“Il nostro intento – aggiunge Cecere - è stato quello di rivolgerci a tutti i colleghi dislocati sul nostro territorio poiché credo che vogliamo essere un Ordine compatto e trasparente, più aperto ed inclusivo, che possa aiutare tutti gli architetti della provincia nello svolgimento della propria professione. Desideriamo che l’architetto riacquisti l’importanza che merita nella società, che possa dare il proprio contributo tecnico e culturale, che sia generatore di processi e di visioni”.

Le azioni che il Consiglio intende mettere in campo ruotano attorno ad alcune parole chiave come “comunità”, perché “solo attraverso il dialogo tra gli iscritti e altri soggetti, quali Istituzioni, enti, associazioni, altri ordini professionali è possibile trovare soluzioni condivise per il bene della collettività”. Il Consiglio parla ancora di “gruppi territoriali, ovvero gruppi di lavoro, che coinvolgano gli iscritti di tutta l’area della provincia, per aumentare la partecipazione agli incontri da parte dei tanti colleghi spesso estromessi per difficoltà a raggiungere la sede centrale”.

Tra le ulteriori priorità, si parla di “trasparenza, sia attraverso l’inedita proposta dei consigli straordinari aperti agli iscritti, affinché possa essere aumentata la partecipazione alla vita ordinistica, sia promuovendo momenti di confronto attraverso opportuni incontri in presenza o in modalità online” e di “sinergia  e chiara partecipazione con un nostro delegato con l’associazione Sisto Mastro di Casa e il Centro studi Ridolfi per lavorare con scelte condivise e per promuovere l’architettura e il ruolo dell’architetto”.

“Infine, ma non ultima – conclude Cecere - un’attenzione particolare ritengo debba essere riservata al lavoro. Il momento storico che stiamo attraversando è molto complesso e difficile: usciamo da un anno di lockdown, di fermo cantieri e uffici, con una committenza preoccupata ad investire, nonostante le agevolazioni fiscali. Queste, che devono trainare il mondo delle costruzioni e quello professionale, sono in gran parte in scadenza a meno di proroga e si attuano attraverso meccanismi farraginosi, con norme di difficile interpretazione e procedure talvolta faticosamente attuabili o che espongono il professionista, le Imprese e il committente ad inevitabili errori e conseguenti responsabilità. Nonostante questa criticità sono ottimista. Questo Consiglio, supportato dall’impegno di chi vorrà aiutarlo, lavorerà affinché l’architetto imprenditore di sé stesso venga riconosciuto quale attore a garanzia della qualità e del valore culturale del progetto”.

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