Ripartenza a Terni, mettere in campo la fase C per il bene di un’intera comunità. La città attende risposte significative

I primi provvedimenti sono stati annunciati per aiutare soprattutto le attività del centro cittadino a ripartire. Occorre una risposta più ampia e variegata

foto di repertorio

Cercasi fase C. Il coraggio di prendere decisioni che possano maggiormente incidere sulla ripartenza di un’intera città. Partiamo da un presupposto imprescindibile: Terni eredita un dissesto che limita enormemente il raggio d’azione dell’amministrazione comunale. Se tale presupposto è determinante per analizzare il contesto occorre però cercare di fare un ragionamento più ampio.

Su cosa si potrebbe puntare? In primo luogo, ad esempio, un coinvolgimento a gittata completa delle associazioni di categoria (magari nel primo consiglio comunale in presenza ndr). Il massimo riuscire a permeare i quartieri ed entrarvi riuscendo ad intercettare le esigenze dei cittadini. Un confronto sano, leale e soprattutto concreto per cercare di capire come poter aiutare, anche con piccoli interventi a costi irrisori, chi la crisi la sta avvertendo sulla propria pelle.

Le proposte per ripartire

I parcheggi blu ‘free’ sono un primo passo sicuramente positivo perché potrebbero incentivare la frequentazione del centro cittadino. I benefici per le attività nella distribuzione dell’occupazione del suolo pubblico altro elemento da rimarcare. Tutto giusto come l’intervento sulla Tari. Non è comunque sufficente, al momento. Sui buoni spesa, anche a causa di qualche intoppo di troppo, si è proceduto un po' a rilento. Ora, oltre il via libera per utilizzare il restante 30% del fondo di solidarietà alimentare, a breve dovrebbe essere aggiunta la possibilità di accedere al progetto di ‘spesa sospesa’. Lo si faccia però pubblicizzando e promuovendo l’iniziativa e magari pensarne ulteriori per sostenere chi, nel prossimo futuro, si troverà sempre in maggiore difficoltà.

Quella che ci accingiamo a vivere sarà un’estate anomala. Lo si può scrivere fuori dai denti perché giocoforza sarà così. Per una serie di motivi tanti più ternani – rispetto ai precedenti anni ‘normali’ - resteranno a casa, rinunceranno alle vacanze o si limiteranno a vivere le bellezze circostanti del territorio. Tuttavia, come spesso accade, dalle difficoltà si potrebbero trovare opportunità. Rendere finalmente viva la città, nel periodo in arrivo, con piccole ma significative iniziative.

Pensarci per tempo e soprattutto chiedere un contributo a ogni singolo cittadino: un’assunzione di responsabilità nel rispettare il più possibile le disposizioni anticontagio. Iniziative che possano essere concertate, a costi contenuti, anche per supportare e sostenere le attività commerciali. Inoltre, perché no, ipotizzare di valorizzare ciò che il territorio offre giocandosi la carta del coraggio.

Qualsiasi idea buona non ha colore politico e neppure rivendicazione. Una buona idea è un presupposto necessario per poter ripartire. La città, ora più che mai, ha bisogno di sentirsi città, comunità. Lo è stata nel silenzio, ognuno si è privato di un pezzetto di libertà per difendere la salute propria ed altrui.

E’ andata complessivamente bene. Ora è altrettanto importante mettere in campo tutte le risorse e le idee necessarie per la fase C ossia quella del coraggio.

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