"Ripartire dal lavoro", i sindacati uniti per il rilancio delle attività produttive fuori dai vecchi schemi

L'iniziativa, inserita nella mobilitazione nazionale, si è svolta all'Hotel Garden di Terni ed ha messo in fila le sigle sindacali. La segretaria Tania Scacchetti: “Il lavoro ha tenuto in piedi il paese nell'emergenza, dal lavoro deve partire il rilancio dell'economia”

foto iniziativa

“Ripartire dal lavoro non è il solito slogan ma una necessità, quasi un obbligo in questo momento storico”. Le parole di Riccardo Marcelli della Cisl di Terni-Orvieto, hanno dato l'avvio del convegno di Cgil, Cisl e Uil dell'Umbria, inserito nella giornata di mobilitazione nazionale promossa dalle tre organizzazioni sindacali per rimettere al centro il lavoro, in un periodo particolarmente critico.

“Ci sono le condizioni e le risorse per voltare pagina – ha detto Marcelli, davanti a una folta platea formata da delegati e dirigenti sindacali – soprattutto in Umbria, ove la crisi è cominciata ancora prima del Covid, con una produttività di 14 punti inferiore alla media nazionale, tassi di invecchiamento della popolazione allarmanti, più di 100 vertenze aperte e 50mila famiglie a rischio povertà. Non serve quindi qualche aggiustamento ma una rifondazione che guardi alla sostenibilità ambientale e sociale, all'innovazione tecnologica e alla ricerca, al rilancio della sanità pubblica e della scuola, all'ammodernamento della pubblica amministrazione, agli investimenti, all'equità fiscale”.

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Ripartire eliminando i vecchi schemi

Eliminare i vecchi schemi, questo è il messaggio unitario da parte delle tre sigle sindacali: “Un messaggio che – ha ricordato Claudio Bendini, segretario generale della Uil dell'Umbria – abbiamo portato proprio ieri nel confronto con la presidente Tesei, ricordando che i finanziamenti ci sono, dal Recovery Fund al Mes, dai fondi europei ordinari a quelli per la ricostruzione, da Industria 4.0 al programma per le aree interne, senza dimenticare le aree di crisi attivate nella nostra regione. Ora è importante che l'Umbria sappia garantirsi una quota giusta delle risorse nazionali e che si definiscano al più presto le priorità di intervento, con il coinvolgimento del mondo del lavoro. Dobbiamo fare il massimo sforzo e dare il meglio di noi – ha sottolineato Bendini – perché non avremo altre opportunità per molti anni. Per questo se non arriveranno risposte coerenti e adeguate dovremo organizzare forme di dissenso incisive. Ne va del futuro dell'Umbria”.

Investimenti, riforma fiscale e degli ammortizzatori sociali

“Da Terni come da tutta Italia oggi Cgil, Cisl e Uil mandano un messaggio molto forte – ha detto nelle sue conclusioni Tania Scacchetti, segretaria confederale della Cgil nazionale - Riparte la mobilitazione del lavoro, quel lavoro che ha salvato e tenuto in piedi il Paese nei mesi del lockdown e che deve essere oggi il motore delle scelte strategiche per cambiare il nostro modello di sviluppo”.

Investimenti, riforma fiscale e degli ammortizzatori sociali, un più forte ruolo dello Stato come “regolatore” dei rapporti in economia, infrastrutture, istruzione, educazione, sanità: sono questi per Cgil, Cisl e Uil i pilastri fondamentali del cambiamento, su cui indirizzare le ingenti risorse che arriveranno dall'Europa. Senza dimenticare l'assoluta necessità di rinnovare i contratti collettivi nazionali, scaduti per oltre 10 milioni di lavoratori in Italia: “Confindustria non faccia politica e sottoscriva i contratti - ha rimarcato Scacchetti - a partire da quello della sanità privata, che aspetta da 14 anni: una vergogna”.

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La segretaria nazionale ha poi concluso con un messaggio rivolto ai giovani: “Noi vogliamo che le nostre nuove generazioni – ha detto – abbiano l'opportunità di vivere in un Paese in cui lavoro, sostenibilità, welfare e beni comuni sono gli obiettivi fondamentali delle scelte politiche”.

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