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Il ristorante di coppia più piccolo al mondo: “Essenziale negli spazi. Un posto rilassante per regalarsi momenti di privacy”

Le caratteristiche dell’attività ristorativa la quale, recentemente, ha spento cinque candeline. Il racconto di Monia Santini

Un vecchio silos trasformato in un ristorante intimo. Lungo le vallate dell’Umbria del sud, tra i Comuni di Narni e San Gemini, si estende la Tenuta Marchesi Fezia. All’interno dell’ampio terreno, cinque anni fa, è nato ‘IO e Te" ristorantino solo per 2’ che detiene diverse curiose caratteristiche, molto apprezzate da chi cerca qualche momento di tranquillità e soprattutto privacy.

L’Agriturismo country house, oltre alla parte ristorativa e dedicata ai pernottamenti, può contare anche su una piscina e dei campi da padel. Una menzione completamente a parte viene riservata a ‘IO e Te" ristorantino solo per 2’ come tiene a specificare Monia Santini, alla nostra redazione di www.ternitoday.it. L’imprenditrice, a tal proposito, gestisce la Tenuta insieme al marito e spiega: “Dopo aver proceduto alla ristrutturazione del silos, inizialmente, eravamo orientati ad utilizzare la struttura come rivendita di prodotti tipici. Tuttavia abbiamo pensato di riconvertire ulteriormente il tutto e dar vita ad un ristorante. La sede è completamente staccata rispetto a quella principale. Inoltre detiene delle particolarità proprie”.

Una doverosa precisazione: “Il ristorante più piccolo al mondo si trova in Scandinavia e può ospitare una sola persona. Nel nostro caso parliamo di coppie, senza alcun tipo di distinzione e più nello specifico la tipicità risiede essenzialmente nello spazio, oltre che nel numero di clienti”. Le caratteristiche: “Internamente non possiede una cucina, poiché ci rifacciamo alla Tenuta principale. Le coppie prenotano, indicando un orario orientativo. Una volta varcati i cancelli vengono accompagnati e possono contare su dei servizi aggiuntivi quanto personalizzati. La privacy dunque è massima. Le proposte di matrimonio – osserva Monia Santini – sono molto frequenti così come incontri di lavoro, compleanni e cerimonie. Tutto ciò rigorosamente in due, seduti al tavolo, poiché al massimo riesce ad entrare un cagnolino”.   

Le due ‘anime’ della struttura “Ogni particolare è filtrato dalla sottoscritta. Il nostro obiettivo è quello di ‘cucire’ dei prodotti addosso alle esigenze dei singoli clienti. E’ possibile rilassarsi ma anche concludere importanti trattative di lavoro, lontani da occhi indiscreti. Il ristorantino è una sorta di figlio prediletto della Tenuta. Prenotano ragazzi giovanissimi ma anche ultrasessantenni che ci trovano sui social o nelle ricerche organiche. Anche la clientela è differente poiché molte coppie arrivano da fuori ed identificano il luogo, solo nel momento di arrivo. La tipologia di cena è diversa rispetto a quella dell’altra attività. Inoltre anche dal punto di vista del decoro, è stato particolarmente curato l’interno per acuire un senso di intimità”.

Un luogo che profuma di storia, lontano dalla routine quotidiana, immerso nella natura: “Ci sentiamo vicini ad entrambi i Comuni di Narni e Sangemini” afferma Monia Santini. “A livello turistico lavorano molto bene e la promozione, naturalmente, apporta giovamento anche a noi. Tuttavia il territorio del centrosud dell’Umbria non viene stimolato nel modo giusto, sotto il profilo della promozione e molte opportunità vengono sciupate. La Giostra dell’Arme – conclude – è sicuramente un veicolo importante, sebbene a livello commerciale in quei giorni diversi clienti possono comprensibilmente scegliere le taverne. Tutto ciò che fa parte di un territorio poi consente di entrare in una sorta di circuito dove, ognuno, porta le proprie peculiarità, come ad esempio la Corsa all’Anello, attirando a loro volta altre persone”.

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