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Giovedì, 13 Giugno 2024
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“Palme, datteri e risate”, così è “risorto” il Salone dell’Umorismo di Bordighera. Grazie a una ternana

Nato nel dopoguerra e per oltre mezzo secolo al centro delle cronache internazionali, il festival si è chiuso alle porte del nuove millennio. Ma poi è tornato in vita con il libro di Paola Biribanti. La storia

“Per più di mezzo secolo, un esercito di talenti dell’umorismo grafico e non solo si è diretto a Bordighera (…) mescolando l’arte con la vita e calamitando l’attenzione dei giornali e dei tiggì della Penisola e di molto, molto oltre. Insomma, se ti volevi laureare in Umorismo, era a Bordighera che dovevi andare”.

Nato nel 1947 dalla geniale intuizione di Cesare Perfetto, il Salone internazionale dell’Umorismo di Bordighera ha portato nella cittadina ligure i massimi esponenti del settore. Poi, anno dopo anno, ha esteso la sua zona di influenza, passando dall’essere “un” festival fino a diventare il centro di un mondo culturale, politico, sociale. Perché a Bordighera andavano tutti. Non solo gli addetti ai lavori (nell’albo d’oro dei premiati rimbalzano nomi come Raymond Peynet, Marco De Angelis o Guillermo Mordillo Menéndez). “Solo lì era possibile vedere nel raggio di poche centinaia di metri Aldo Fabrizi che scendeva dal treno, Alberto Sordi che arrivava in trionfo (…), Guccini che intonava opere buffe e Andreotti a presenziare solenne”.

Mezzo secolo dopo, è il 1999, il Salone celebra la sua ultima edizione. “Emblematicamente, alla fine di un secolo e di un millennio. Ma per la verità, nessuno in quel momento era consapevole di essere alla chiusura”.

“Il Salone dell’Umorismo di Bordighera è stato un unicum. Un qualcosa di grandioso e irripetibile che ha fatto confluire nella cittadina ligure i fuoriclasse dell’umorismo di quasi tutte le parti del mondo, anche in tempi lontanissimi da Internet, quando la censura bacchettava, le comunicazioni erano difficili, gli spostamenti faticosi”. E nel 2022, lo scorso mese di agosto, quel “miracolo” è tornato in vita. E se questo è accaduto, è anche grazie all’approfondito lavoro di ricerca, documentazione e testimonianza di Paola Biribanti, giornalista ternana che ha ricostruito quel clima e quel movimento in un libro: Palme, datteri e risate. Salone internazionale dell’Umorismo di Bordighera, edito da Graphe.it.

Appassionata di disegno e illustrazione, autrice per diverse riviste di settore, Paola ha ad un certo punto della sua ricerca scoperto che “non c’era un libro su Bordighera”, nonostante l’importanza che quel festival aveva avuto. Da qui l’intuizione di cominciare a raccogliere materiale e testimonianze, parlando con chi quella “atmosfera” l’aveva vissuta e poteva contribuire a ricrearla, a chi era stato impregnato dello “spirito di Bordighera”, di quella “allegria”.

Punto di partenza è stata la figura del creatore del Salone, Cesare Perfetto. Romano d’origine, trapiantato a Bordighera dove aveva aperto una libreria, fino a diventare il “cartolaio più conosciuto del mondo”. “Perfetto – racconta Paola – è stata una mente geniale che ha seminato bene”. Prova ne è il fatto che, cominciando a parlare di quegli anni e di quel festival, gli interlocutori dell’autrice non si tirano indietro. Anzi, si avvia un circolo virtuoso di ricordi, collaborazioni, spontaneità.

Il materiale per il libro cresce di giorno in giorno, la ricerca porta Paola a relazionarsi con le due figlie di Perfetto e ad incontrare tanti personaggi che nel corso degli anni hanno frequentato il Salone, i suoi eventi, i suoi appuntamenti.

“Parlare di umorismo per me è stato come ossigeno. Ha aiutato a darmi una visione diversa della vita. E mi sono resa conto di avere a che fare con qualcosa di mitico”, scoprendo ancora che “l’umorismo non è detto che faccia ridere” visto che “solletica il cervello e non la pancia”.

Il lungo lavoro di ricerca porta Paola a contatto con personaggi come Antonio Ricci, Renzo Arbore (“...mi ha chiamata un giorno, era l’ora di pranzo, pensavo fosse un call center...”), Sergio Staino, Guido De Maria, Bruno Bozzetto. Soprattutto, il libro rinverdisce il desiderio di riaprire questa pagina di storia e farla tornare d’attualità. Tanto che nel 2022 il Salone dell’Umorismo “risorge” e la città delle Palme accoglie una nuova edizione dell’evento “che per ben 52 anni ha rappresentato un punto di riferimento culturale per tutto il mondo dell’umorismo”. Appuntamento speciale è stata la presentazione del saggio realizzato dalla giornalista ternana.

umoristi (1)“Un’esperienza che mi ha regalato tantissimo”, racconta ancora l’autrice. E che continuerà ancora a regalare visto che quello del 2022 non è stato semplicemente un “come eravamo” ma un nuovo inizio. Palme, datteri e risate si danno infatti appuntamento a Bordighera anche per questo 2023, dal 22 al 25 giugno. Merito anche dello studio e della passione di una autrice ternana.

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