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Sangemini Acque, scatta lo sciopero: "Siamo indignati"

La decisione è stata presa stamattina nel corso di un'assemblea. In programma la partecipazione al consiglio comunale straordinario

Hanno proclamato lo sciopero ed eventuali altre forme di lotta, qualora non venissero fornite risposte soddisfacenti. Le maestranze della Sangemini e Amerino si dichiarano sempre più indignate e preoccupate: la delicata situazione del gruppo Ami, la cessione dell'azienda e la crisi produttiva continuano a disegnare a tinte fosche il futuro delle acque minerali di San Gemini e Acquasparta.

Proprio stamattina i lavoratori hanno partecipato a un'assemblea sindacale nel corso della quale sono state ulteriormente sviscerate tutte le criticità legate alla situazione della Acque MInerali Italiane, evidenziando grande preoccupazione: "I sacrifici fatti con la Cigs, la mancanza di investimenti nei siti per il rilancio dei marchi - dicono in una nota i sindacati Fai, Flai e Uila - e l'assenza della proprietà, ci hanno portato a proclamare due ore di sciopero con partecipazione al consiglio comunale straordinario che si terrà il 17 febbraio". Martedì prossimo, invece, i sindacati presidieranno l'incontro previsto in Regione alla presenza degli assessori Fioroni e Marroni, "auspicando che vi sia un apporto fattivo in quanto garanti degli accordi a salvaguardia dell'occupazione".

Movimento cinque stelle a sostegno: "La nostra portavoce si è già attivata"

"I gruppi consiliare del movimento 5 Stelle di Terni-Narni ed Amelia - affermano in una nota - intendono esprimere solidarietà e vicinanza ai lavoratori della San Gemini. La nostra portavoce Tiziana Ciprini si è già attivata per sollecitare il governo ad affrontare quanto prima  una vertenza che coinvolge ben otto stabilimenti produttivi. La Sangemini è uno dei marchi che rappresentano l'eccellenza della nostra regione. Riteniamo doveroso che le istruzioni tutte facciano quanto in loro potere per dare visibilità e soprattutto risposte, a chi vede minacciato il proprio posto di lavoro"

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