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Sanità, otto mesi di silenzi sui posti “privati”: il Comune di Terni scrive al ministero

Il documento della Regione Umbria a fine 2022: 95 posti letto per la città dell’acciaio, ma il parere del Governo non arriva. La nota di Palazzo Spada

Trenta dicembre 2022. La giunta regionale dell’Umbria con una nota comunica di avere pre-adottato un atto attraverso il quale “riequilibra” la dotazione di posti letto convenzionato, stabilendo che 95 di questi andranno alla provincia di Terni.

La questione arriva dopo le note vicende che hanno acceso il dibattito. Ossia, il progetto stadio-clinica presentato dalla Ternana calcio che prevede che la società di via della Bardesca – all’epoca di proprietà del non ancora sindaco di Terni, Stefano Bandecchi – realizzi il “nuovo” Liberati e – anche – una clinica privata con un centinaio di posti accreditati presso il servizio sanitario nazionale (e regionale).

Palazzo Donini non accoglie il faldone ma si prende l’impegno, con un atto ratificato dall’esecutivo regionale. La questione dei posti letto privati accreditati – che vale una ventina di milioni di euro l’anno – va affrontata. Soprattutto, va messo mano a un procedimento di riequilibrio territoriale per cui anche Terni – ad oggi esclusa – abbia la sua parte.

Ora, il tema: a fine 2022 da Palazzo Donini arriva l’impegno a “sterzare” su Terni poco meno di cento posti letto privati. I nodi da sciogliere sono un paio. Anzitutto, servono i soldi. Perché quella delibera non tocca i posti letto (282) già accreditati nel territorio perugino. Ma ne aggiunge altri per il Ternano.

La sanità privata “costa” all’Umbria circa 21 milioni di euro a fronte di una spesa sanitaria regionale che oscilla fra 1,7 e 1,8 miliardi di euro che rappresentano - di fatto - circa tre quarti del bilancio regionale. Se dunque i posti esistenti non vengono ridotti in favore del riequilibrio, ma questo comporta un incremento – appunto – di posti letto, va da sé che anche le risorse debbano essere incrementate per garantire copertura finanziaria all’eventuale accreditamento. E il conto, molto grossolano ma che rende comunque l’idea, dice che per i 95 posti letto “ternani” servono circa 7 milioni di euro. Che dovranno essere in qualche modo recuperati in seno al “riparto” che annualmente sposta risorse dalla sanità nazionale a quella regionale.

Secondo punto. La delibera della Regione Umbria è stata trasmessa al ministero della salute. Che avrebbe dovuto pronunciarsi entro un tempo “limite”. Sessanta? Novanta giorni? All’inizio sembrava che marzo sarebbe stata la frontiera invalicabile. Ma, ad oggi, pare non ci sia notizia dal dicastero.

Tanto è vero che la scorsa settimana da Palazzo Spada è partita una nota all’indirizzo del ministero della salute per capire che fine abbiano fatto i 95 posti letto privati “ternani”.

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