Tra satira e storia locale, ecco i Mazingari: “Grazie alla musica possiamo essere politicamente scorretti”

Cantano del Tulipano, del Globus Tenda o del bar Aci. Attivi dal 2014, i musicisti lanciano l'allarme: “Situazione del live a Terni sempre più grave”

Inizia il nostro viaggio settimanale alla scoperta dei musicisti ternani e delle loro storie. Questo è il primo appuntamento: ogni week end pubblicheremo un articolo-intervista dove parleremo anche della situazione del live a Terni. E chissà che non possano nascere nuove proposte e soluzioni per la città.

Cantare per non dimenticare, per tenere vive le opere incompiute e le vicende annose della città. E magari scherzandoci su, “perché tanto prendere le cose troppo seriamente non serve a niente, nessuno ti ascolta”.

E allora basta prendere in mano uno strumento, vedersi faccia a faccia con gli amici e provare con pazienza ad armonizzare tutte le idee che saltano fuori. Così sono nati i Mazingari, band ternana che ormai dal 2014 fa satira in musica sul Tulipano di Terni, sullo storico bar Aci, sul Globus Tenda oppure ancora sul “gelato mafia” dell'Eskigel.

“Il nome ci è venuto in mente durante la prima ondata di xenofobia di qualche anno fa, quando si dava sempre la colpa di tutto agli zingari – ricorda Simone de Santis, membro della band – per questo abbiamo deciso di essere noi degli zingari ma versione 2.0 esagerando tutti gli stereotipi, vestendoci male apposta e mettendoci i baffoni finti. Alla fine facciamo musica, facciamo satira, facciamo folklore”.

Sono Simone Santocchia, imprenditore di 38 anni e cantante; al basso Simone De Santis, 38 anni, programmatore; Valentino Ceccobelli, insegnante di 38 anni, suona clarinetto, sax e tastiere; Matteo Pacetti, imprenditore di 30 anni, batterista; Saverio Paiella, 36 anni, sociologo e chitarrista; Lorenzo Melari, 40 anni, impiegato, suona la tromba; Lorenzo Castelletta, 36 anni, informatico, anche lui chitarrista ma di base in Romania.

Musicisti per passione ma non per lavoro, la band non aspira al successo, anzi: “Il nostro cachet lo reinvestiamo nei costumi o nei biglietti aereo da e per la Romania”. In quattro anni di attività hanno composto una quindicina di canzoni e un solo disco che però – un po' come l'opera che si autodistrugge di Banksy – nessuno ha, anche chi è convinto di averlo comprato.

“C'è stato un periodo in cui ci divertivamo a fare questi release party dove regalavamo il nostro disco – racconta il musicista – ma in realtà erano dischi vuoti e te ne potevi accorgere solo quando tornavi a casa e provavi ad ascoltare la musica. Nessuno si è mai arrabbiato, anzi, ci hanno sempre fatto i complimenti”.

La loro linea di fondo è il politicamente scorretto: “Parliamo spesso di immigrazione e degli immigrati, prendendo in giro tutti ma facendo discorsi seri”. E quando cambiano soggetto, ecco che l'attenzione si sposta sulla vecchia e nuova amministrazione comunale.

Quando i Mazingari entrano in scena – che sia dietro il bancone di un bar o su un palco vero e proprio – il pubblico non sa mai cosa aspettarsi: “Ogni nostra esibizione è un siparietto dove può intervenire chiunque, anche improvvisando: basta che abbia con se il suo strumento e può fare musica con noi – prosegue Simone de Santis – lavoriamo in maniera quasi maniacale sulle canzoni, ma cerchiamo di fare in modo che lo spettatore non se ne accorga”.

Sulla musica live a Terni, la band non è ottimista: “In città ci sono troppi locali dove c'è spazio solo per il piano-bar, e per noi la musica è il piatto principale. Attualmente si suona dal vivo al Rendez-vous e al Mishima, situazioni coraggiose che vanno supportate perché mettere un locale a norma per far suonare le persone costa tantissimo, e raramente ci rientri con le spese”.

Non è una bella situazione – conclude il musicista – ed è un vero peccato, perché a Terni ci sono veramente tanti musicisti di qualità che fanno tanta buona musica”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Il prossimo appuntamento con i Mazingari è per domani dalle 11.30 alle 15.30 al Fat Caos per un brunch domenicale dove, fanno sapere, “chi verrà in accappatoio e ciabatte avrà diritto ad uno sconto di 3€”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus: “Siamo a Terni e non in qualche paese lontano da noi”. La foto scattata all’ospedale fa il giro del web

  • Risse per le strade di Terni e assembramenti in centro. Con il dpcm non cambia la musica

  • Terni a luci rosse, “lucciole” e trans venduti come schiavi del sesso: ecco l’operazione Doña Claudia

  • Arriva il dpcm di Conte, ma è scontro con le regioni. La Tesei pensa a un'ordinanza restrittiva

  • Addio a Maria Chiara. Mons. Piemontese: "Non esiste un'app "Immuni" per la droga. La felicità è altrove"

  • "Sognava di diventare medico". Gli amici e le istituzioni ricordano Maria Chiara. Oggi l'autopsia

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
TerniToday è in caricamento