Scuole elementari, incubo libri di testo: nuovo anno col fiato sospeso

I librai di Terni puntano il dito contro il Comune: dobbiamo ancora incassare 150mila euro, senza soldi niente nuovi ordini. Le mosse di Palazzo Spada

Libri usati

La scuola sembra ancora lontana, ma il nuovo anno rischia di diventare il caso dell’estate. In trincea scendono i librai di Terni che puntano il dito contro l’amministrazione comunale. Cuore della contesa è il conto ancora aperto relativo ai libri di testo dello scorso anno scolastico. “E se il Comune non ci convoca – spiega l’avvocato Massimo Longarini, al quale si sono rivolte 13 librerie cittadine – non si fanno i nuovi ordini”.

I librai alzano la voce

Il problema sta tutto nella liquidazione delle vecchie fatture. Il conto da saldare si aggira attorno a 150mila euro. Soldi che i librai devono ricevere da Palazzo Spada e che sono relativi ai libri di testo per le scuole elementari distribuiti lo scorso anno. “Vogliamo aprire una trattativa – aggiunge Longarini – ma fino ad ora abbiamo ricevuto soltanto silenzio”. Pur consapevoli delle difficoltà dell’ente e le procedure da seguire in seguito alla dichiarazione di dissesto finanziario, i librai ternani chiedono certezze. E anche qualche quattrino. L’esposizione per ogni singola attività supera i diecimila euro. “Sui libri di testo c’è un ricarico del dieci per cento – aggiunge l’avvocato Longarini – quindi, se la trattativa si chiude con l’impegno a versare il 70% del dovuto, i librai ci hanno rimesso”.
Conti a parte, adesso basterebbe la possibilità di sedersi attorno ad un tavolo per capire come proseguire. “Dobbiamo anche tenere conto del fatto che dal 6 agosto la maggior parte delle case editrici chiuderanno per le ferie.  E riapriranno a fine mese. Quindi, gli ordini andrebbero fatti prima”. Ma senza un impegno formale del Comune, la situazione finisce in mezzo al guado. Col rischio che si arrivi a fare gli ordini dei libri di testo a settembre avviato oppure che i genitori degli alunni siano costretti ad arrangiarsi. Magari ordinando i testi su Amazon oppure presso qualche catena commerciale della grande distribuzione.  Ma pagando di tasca propria. “Fino ad ora, da parte del Comune, c’è stato solo silenzio”, conclude l’avvocato.

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Palazzo Spada: valutare la situazione

O almeno, prese di posizione lontane dal tavolo della trattativa. Nei giorni scorsi, infatti, l’assessore comunale alla scuola, Valeria Alessandrini, ha diffuso una nota dicendo che il Comune “sta valutando la situazione”. “Massima sarà l’attenzione - afferma l’assessore - per risolvere le situazioni pendenti e organizzare al meglio il lavoro dei prossimi anni”. Tre i fronti verso i quali è profuso l’impegno dell’assessorato alla scuola e della direzione competente. “Relativamente all’anno scolastico appena concluso - prosegue l’assessore - la liquidazione delle cedole librarie segue la procedura di tutti gli altri debiti della passata amministrazione, rientranti nella massa passiva dell’ente, procedura gestita dall’organo straordinario di liquidazione, conformemente alle norme relative al dissesto finanziario. Ha già scontato il parere contabile favorevole, invece, la determinazione di impegno dei fondi per il finanziamento dell’anno scolastico 2018/2019”. L’amministrazione, inoltre, intende dar seguito all’incontro tenuto nel mese di maggio con le associazioni di categoria, alla presenza dell’allora sub commissario, per individuare soluzioni più rapide ed efficienti da adottare già a partire dall’anno scolastico 2019/2020. “Attraverso il diretto coinvolgimento dei librai – prosegue l’assessore – saranno, infatti, individuate e condivise nuove modalità di gestione, valutando anche la possibilità di superare il metodo delle cedole cartacee, nell’ottica della migliore soddisfazione dei fornitori e dell’utenza”.      

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