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Comune di Terni, la commissione in trasferta a Pentima: “Sussistono le condizioni per realizzare il campus universitario”

I consiglieri hanno visitato la sede universitaria alla presenza dell’assessore Cinzia Fabrizi e del direttore del polo ternano Stefano Brancorsini. Gli interventi a margine

La sede universitaria di Pentima è stata visitata, nel corso della mattinata di oggi – mercoledì 12 ottobre – dai consiglieri comunali della seconda commissione di Palazzo Spada. Un sopralluogo che ha riguardano sia le aule didattiche del complesso che i laboratori. Erano presenti anche l'assessore all’istruzione Cinzia Fabrizi, il direttore del polo universitario di Terni Stefano Brancorsini ed alcuni tecnici dell'Università e della Regione.

A margine del sopralluogo la presidente Rita Pepegna ha dichiarato: “Una esperienza sicuramente valida. Il proseguimento di una trattazione iniziata prima dell’estate, poiché avevamo già parlato della presenza universitaria a Terni, del rapporto tra università e centro città e dell'area di Pentima destinata sempre di più ad essere il campus ternano. La visita è significativa anche per la presenza del direttore del Polo e dei tecnici della Regione e dell'università”.

Focus Pentima: “Abbiamo constatato che il complesso richiede una ristrutturazione radicale ed è quello che prevede il protocollo di intesa tra Università, Regione e Comune. Si sta già lavorando alla mensa, al bar ed è stato ipotizzato anche un luogo di ritrovo per gli studenti. Sono già stati stanziati 10 milioni, ce ne vorranno altri 40 milioni”. Scenari futuri: “Il Pnrr può essere una fonte valida ed il sopralluogo è servito a capire che il sito ha bisogno di un restyling. Tuttavia ci sono spazi, tanti spazi per aule, laboratori, strutture sportive, luoghi di aggregazione. In tanti anni non si è fatto nulla ed ora si sta aprendo una nuova stagione. Per quanto riguarda la questione del rapporto con il centro cittadino, il campus è fondamentale”.

A margine del sopralluogo anche una idea progettuale del consigliere comunale Paolo Cicchini: "La struttura, in particolare il lungo corridoio disegnato dall'architetto Del Debbio, sarebbe l'ideale per l'esposizione di opere d'arte. Mi auguro che ci sia una integrazione tra la sede universitaria e il museo diffuso ternano”.  

Movimento cinque stelle

Il pensiero del gruppo consiliare del Movimento cinque stelle: “Il sopralluogo della Seconda commissione consiliare a Pentima non ha fatto altro che confermare i nostri dubbi rispetto alla possibilità che il campus universitario di Terni sorga proprio in quest'area. Un'area a ridosso delle acciaierie e ai piedi della discarica di Villa Valle, in una zona quindi ad altissima criticità ambientale. Vorremmo sapere quale famiglia potrebbe mai essere disposta a mandare il proprio figlio o la propria figlia a studiare in un luogo così gravemente compresso dai vicinissimi insediamenti industriali. Individuare un'area del tutto insalubre dimostra già in partenza che il progetto è sbagliato e scollegato dalla città. Il campus universitario a Pentima dimostra mancanza di visione e di qualsiasi autentica politica di valorizzazione culturale della città di Terni. La visita della Seconda commissione ha riguardato sia le aule didattiche di ingegneria che i laboratori. Gli edifici, oltretutto, hanno ormai cinquant'anni e hanno bisogno di interventi radicali di ammodernamento ed efficientamento”

Ed ancora: “Il fatto che il campus universitario possa sorgere un'area così contaminata e compromessa, nonché scollegata totalmente dal resto della città, indica l'assenza dei più opportuni approfondimenti tecnici, ma soprattutto la mancanza di visione e di qualsiasi autentica politica di valorizzazione culturale. Continuiamo a pensare che più che dotare Terni di un campus universitario attrattivo e funzionale si voglia risolvere nella maniera più spicciola una questione che riguarda il patrimonio della Regione. E' l'università che deve contaminare la città – concludono - e non viceversa”.

Intervento Michele Rossi

Intervento del capogruppo di Terni civica Michele Rossi: “Il sito di Pentima ha enormi potenzialità di sviluppo e queste sono legate soprattutto all'esistenza di laboratori di qualità e di livello utilizzati da studenti ed aziende private per test e prove.

È dunque ottima l'attenzione e l'impegno della regione attraverso l'assessorato competente, perché quegli spazi, di proprietà regionale,  con progetto e relativo finanziamento possano diventare moderni ed accoglienti. Sono però anche dell'idea di iniziare a portare l'università nel centro città (in futuro anche qualche nuova facoltà che non necessita dei laboratori esistenti a Pentima).

Nell' immediato rimango convinto anche della necessità di aprire aule studio in centro. Purtroppo stamattina informalmente ho sentito ancora parlare di aule studio con personale impegnato a vigilanza degli spazi, ignorando che ormai tali servizi sono autogestiti con accesso elettronico e videosorveglianza. In centro avrebbe tutto più senso. Finito l'impegno o durante una pausa dallo studio piace anche fare due passi, approfittarne per una veloce commissione alle poste, in banca, o andare ad un appuntamento, partecipare ad una iniziativa, prendersi un caffè piuttosto che un pezzo di pizza o semplicemente vedere un po'di gente. E questo è tutto estremamente più facile se uscendo dalla sala studio già ci si trova in centro.

Sono convinto che non sarebbe poi tanto difficile individuare qualche locale di proprietà comunale centrale per questo tipo di utilità e ricercare le necessarie risorse per la sua ristrutturazione ed allestimento. Penso allora al piano terra dell'ex foresteria, o alla struttura che si affaccia sul giardino della stessa, ai locali commerciali dell' ex bar meeting point presso porta Sant'Angelo, i cui ripetuti tentativi di vendita sono andati sempre deserti, così per fare degli esempi o come avevo proposto con un atto di indirizzo i locali al pianterreno dell'ex convento di San Pietro con apertura sul chiostro, gli ultimi ancora di proprietà comunale dell'intero storico complesso ormai destinato ad appartamenti Ater. Questo contribuirà a fare di Terni una città universitaria perché nessuno la percepirà come tale se gli studenti continueranno a viverla marginalmente e non si vedrà alcuna ricaduta economica e culturale”.

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