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“Sentenza Unicredit, non ci sarà nessuna tempesta finanziaria. Come quella causata in passato dalla giunta Pd”

L’istituto di credito scrive al Comune di Terni dopo la decisione della Corte dei conti, l’intervento dell’assessore Orlando Masselli: questione che noi abbiamo sempre contestato, tanto che abbiamo avanzato ricorso lo scorso 15 luglio

“Nessuno batte cassa a nessuno per il semplice fatto che la banca, i soldi dell’anticipazione di tesoreria, se li è ripresi a tempo debito, nel 2018. Si tratta di una questione che noi abbiamo sempre contestato e continueremo a contestare, tanto che abbiamo avanzato ricorso lo scorso 15 luglio avverso la sentenza della Corte dei conti in sede giurisdizionale”.

Così Orlando Masselli, assessore al bilancio del Comune di Terni, replica all’intervento del capogruppo Pd in consiglio comunale, Francesco Filipponi, a margine della missiva con cui lo studio legale di Unicredit ha annunciato a Palazzo Spada la volontà di dare “immediata esecuzione” alla sentenza della magistratura contabile dell’Umbria sulla vicenda dell’anticipazione di tesoreria del 2017.

“La stessa Corte dei conti – aggiunge l’assessore Masselli - ha condannato la banca a restituirci gli interessi indebitamente contabilizzati e ha definito invece quali erano gli interessi che il Comune doveva effettivamente pagare e che nessuno aveva mai negato. Infatti, questi interessi dovuti sono stati contabilizzati in bilancio il 31 luglio scorso nella manovra di assestamento finanziario del nostro Comune. Questa è la situazione e queste sono le informazioni reali, il resto come sempre è un tentativo di propaganda da parte del Pd. Non ci sarà quindi nessuna tempesta finanziaria, come quella causata in passato dalla giunta sostenuta da Filipponi”.

A dare manforte all’assessore Masselli è il gruppo consigliare della Lega che in una nota rileva come “il consigliere Filipponi del Pd dimentica di aver fatto parte di quella squadra di governo di sinistra che ha mandato Terni in dissesto economico, causando oltre 100 milioni di debiti, mandando sull’orlo del fallimento le partecipate, distruggendo i simboli della città, le sue strade e i suoi parchi”.

“Ricordiamo al consigliere Filipponi – scrivono ancora i consiglieri del carroccio - che lui stesso sedeva nella maggioranza che ha determinato l’aumento al massimo delle tasse comunali causando un danno economico rilevante alle famiglie ternane, alle imprese e ai commercianti del tessuto locale. Che adesso sia proprio lui a fare polemica e sentenziare sui danni che egli stesso ha contribuito a causare è davvero ridicolo. Ricordiamo allo smemorato Filipponi che stiamo parlando di un anticipo di tesoreria risalente al 2017, anno in cui a governare la città era il Partito democratico. Il tentativo di addossare a questa amministrazione le mancanze, le inefficienze e i disastri della giunta di sinistra che lui stesso ha fortemente sostenuto, rappresenta una speranza vana di ripulirsi la coscienza. Terni non dimentica, i ternani non dimenticano ciò che il Pd ha significato per questa città”.

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