Domenica, 21 Luglio 2024
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Sentenza Unicredit, la banca batte “cassa” a Palazzo Spada: “Immediata esecuzione alla decisione della Corte dei conti”  

Lettera dello studio legale dell’istituto di credito al Comune di Terni: sul tavolo gli oltre 12,5 milioni dell’anticipazione di cassa del 2017. Filipponi (Pd): “Una tempesta finanziaria ampiamente prevista”

Tre righe e poco più, a cui non manca certo il dono della sintesi. “Scrivo la presente in nome e per conto del mio assistito Unicredit per confermarvi che sarà data immediata esecuzione alla decisione della Corte dei conti, subito dopo il periodo feriale”.

La firma è di Mario Sanino, dell’omonimo studio legale di Roma, che con questa missiva “ricorda” al Comune di Terni la sentenza numero 41 del 2022 con la quale la Corte dei conti dell’Umbria ha stabilito che Palazzo Spada dovrà restituire all’istituto di credito poco più di 12,5 milioni di euro, relativi all’anticipazione di cassa del 2017.

A quella sentenza, l’amministrazione comunale ha deciso di opporsi: “Su questa vicenda – spiegava tempo indietro l’assessore al bilancio, Orlando Masselli - avevamo chiesto un parere prima al ministero e poi alla stessa Corte dei conti e ci eravamo comportati secondo le indicazioni emerse. Riteniamo di avere ragione e dunque faremo ricorso”.

La novità è che la banca non sembra essere intenzionata ad attendere gli esiti giudiziari della questione: la volontà – come scritto dal legale – è di dare “immediata esecuzione” alla decisione della Corte dei conti. E quindi, Unicredit è pronta a “battere” cassa a Palazzo Spada appena dopo il periodo feriale e quindi ad inizio settembre.

L’ultimo assestamento di bilancio ha previsto l’accantonamento di mezzo milione di euro che sono andati ad incrementare un fondo già costituito per un totale di poco superiore a 8,2 milioni di euro (il 70% del credito) con l’obiettivo di “neutralizzare gli eventuali potenziali effetti finanziari negativi legati alla vicenda dell’anticipazione di tesoreria a termine della gestione del dissesto”.

La partita torna a giocarsi dunque a più livelli. Quello giudiziario, sicuramente, ossia l’eventuale contromossa di Palazzo Spada nel momento in cui arriverà la richiesta di pagamento da Unicredit. Quello finanziario, per dare eventuale e totale copertura al debito. E quello politico.

“La missiva ricevuta dai legali di Unicredit rispetto alla nota vicenda della gestione dell’anticipo di tesoreria del 2017, corrispondente alla volontà del tesoriere di dare subito seguito alla sentenza 41 del 2022, legittimamente senza attendere l'esito del ricorso – scrive in una nota Francesco Filipponi, capogruppo del Pd in consiglio comunale - provoca una tempesta finanziaria ampiamente prevista. Avevamo chiesto per tempo da parte dell’amministrazione una presa d’atto della delicatezza della situazione durante il confronto da noi chiesto in consiglio comunale al fine di trovare una soluzione che possa scongiurare un nuovo dissesto. La maggioranza ha proseguito dritta per la sua strada. Ora si rischia una pietra tombale sulla situazione relativa alla gestione dell’anticipo di tesoreria”.

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