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Servizi sociali, stop all'assegnazione diretta dei beni comunali. Tra 20 giorni il bando per i centri per gli anziani

L’assessore al welfare Cecconi stamattina in audizione: "più trasparenza, da adesso avvisi pubblici"

“Nella precedente amministrazione c’è stata un’assegnazione diretta degli immobili comunali ai centri sociali. Ad oggi l’intenzione di questa giunta è quella di rimettere a posto le cose e sanare le situazioni ambigue attraverso la realizzazione di avvisi pubblici che si ispirino a criteri chiari e trasparenti”.

Sono le parole dell’assessore al welfare Marco Celestino Cecconi durante l’audizione sul regolamento concessioni immobili ad uso sociale, come da richiesta dal capogruppo del Pd Francesco Filipponi, che si è svolta questa mattina in seconda commissione.

“Vogliamo dare seguito – ha proseguito l'assessore – ad assegnazioni che seguano la via concorsuale. Ad oggi ci sono alcuni centri ancora non accatastati, altri che hanno impianti non a norma e si sono sviluppati in modo arbitrario. Altri centri non pagano da anni il dovuto per le utenze”.

Certo, aggiunge poi, “alcune sedi sono organizzate molto bene e a queste va riconosciuto anche il merito di aver portato un valore aggiunto nel territorio. Purtroppo, altre sedi sono invece fatiscenti e hanno messo in campo interventi favorevoli alla socialità solo in parte”.

L’amministrazione comunale ha elencato dei criteri di assegnazione per rendere questi centri più competitivi e per fare degli stessi anche luoghi di aggregazione generazionale.

“C’è poi la questione delle utenze – prosegue Cecconi – il soggetto vincitore, una volta vinta la gara, dovrà intestarsi le utenze a proprio nome. Chi non dovesse provvedere e non dovesse rispettare la norma, sarà costretto a lasciare i locali. Il pagamento dell’affitto potrà, invece, subire degli sconti notevoli, fino a usufruire gratuitamente del locale, qualora presentasse un programma di attività a prevalenza sociale”.

Intanto, fanno sapere dal Comune, “il bando di assegnazione sarà disponibile tra circa 20 giorni. I centri avranno, quindi, il tempo necessario per mettersi in regola. Ci sarà anche una commissione giudicatrice e si effettueranno dei controlli sui progetti presentati”.

E sottolinea infine Cecconi: “Le nuove associazioni potranno concorrere solo se iscritte all’albo regionale. Il bando riguarderà i centri sociali per gli anziani ma il modello del bando dovrebbe essere adattato anche per i centri giovanili e per le altre associazioni mano a mano che i contratti andranno a scadenza”.

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