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Lunedì, 4 Marzo 2024
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Vertenza “lampioni” a Terni, i sindacati: no a scelte affrettate che penalizzano occupazione e servizi

Affidamento dell’illuminazione pubblica, Cgil e Uil incalzano Palazzo Spada: “Riflettere e valutare attentamente le migliori soluzioni per la nostra comunità e per tutti i cittadini”

La “vertenza dei lampioni” a Terni vale oltre 23 milioni di euro per i prossimi nove anni. Una cifra consistente attorno alla quale ruota il servizio di illuminazione pubblica della città e una serie di figure professionali che, nel passaggio da Asm a Terni Reti e al futuro gestore - che Palazzo Spada vuole individuare con bando Consip e che avrebbe già raccolto un paio di manifestazioni di interesse – potrebbero essere a rischio. Per questo, dopo la richiesta di consiglio comunale aperto avanzata dalle opposizioni, adesso anche i sindacati chiedono all’amministrazione comunale di valutare con attenzione scelte che potrebbero penalizzare occupazione e servizi.

“Apriamo una riflessione sulla gestione della pubblica illuminazione – dicono in una nota Filctem Cgil e Rsu aziendali - Negli ultimi cinquanta anni, il servizio di pubblica illuminazione a Terni è stato gestito da Asm in maniera impeccabile: l’azienda ne ha curato la crescita e lo sviluppo, adeguando ed ampliando le infrastrutture in linea con le esigenze della città e della cittadinanza che nel frattempo cresceva e si emancipava. Anche un anno e mezzo fa, quando l’Agcm si espresse decretando che la pubblica illuminazione di Terni non poteva essere gestita in affidamento diretto poiché i cambiamenti societari di Asm non lo consentivano più, la nostra attenzione si concentrò sulle sorti dei lavoratori”.

“Il parere della stessa autorità garante – ricostruisce ancora la Cgil - lasciava aperta la possibilità di percorrere in alternativa tre strade. A settembre 2022, veniva deciso dall’ente comunale di affidare la gestione “in house” a Terni Reti. In questi giorni, leggiamo che il Comune ha dichiarato che Terni Reti non può più gestire il servizio e ha deciso di percorrere la strada dell’affidamento, tramite piattaforma Consip, a un raggruppamento di imprese. Sempre nell’interesse e a tutela dei lavoratori Asm, ci chiediamo: la strada può essere un’altra? Sono state vagliate tutte le scelte possibili indicate dall’autorità garante da parte del Comune di Terni che è anche socio di maggioranza di Asm? Per fugare questi dubbi sarebbe stato giusto aprire una discussione nei luoghi opportuni. È comunque nostra opinione che siamo ancora in tempo per farlo, ponderando le scelte perché, come già detto, questa rappresentanza sindacale è seriamente preoccupata delle sorti degli operatori Asm attualmente impiegati in questo servizio complesso di gestione dell’illuminazione pubblica.

Per questo riteniamo che andrebbe favorita una soluzione locale a tutela dell’occupazione e dei servizi della città, dell’Asm e di tutti gli altri lavoratori dell’indotto creato da Asm. Il Comune dovrebbe puntare a rafforzare l’azienda, considerandola un perno strategico per i servizi pubblici del territorio. Auspichiamo una scelta di buon senso in questa direzione e una ripresa di un dialogo più costruttivo tra socio di maggioranza e azienda e tra tutte le forze politiche del Consiglio, per rafforzare il ruolo di Asm e far sì che l’azienda migliori e si espanda il suo ruolo occupazionale e di promozione dello sviluppo del territorio stesso. A tutela dei lavoratori e lavoratrici di Asm e di quelli dell’indotto, nonché dei cittadini, si prendano le decisioni migliori, non prediligendo strade affrettate che potrebbero essere meno convenienti e non tutelanti per gli sviluppi futuri dei servizi nel territorio”.

E sulla questione va registrato anche l’intervento della segretaria generale della Uiltec dell’Umbria, Doriana Gramaccioni, che congiuntamente alle Rsu anziendali esprime “profonda preoccupazione per quanto la stampa in questi giorni, anche in modo strumentale, riporta in merito alla cessione delle attività riguardante l’illuminazione pubblica del Comune di Terni ora gestita dalla sua società partecipata”.

“Come organizzazione sindacale – dice Gramaccioni in una nota - abbiamo a cuore la salvaguardia del lavoro e dell’operato dei lavoratori di Asm in questo caso specifico per quanto riguarda il settore illuminazione pubblica, volgendo anche l’attenzione alla prospettiva di nuova occupazione che potrebbe essere messa in dubbio da questa operazione”.

“Leggendo la nota di Agcm nonché la nota di Asm del 20 novembre, chiediamo come mai, una volta tramontata l’ipotesi Terni Reti, si è optato per l’affidamento a Consip invece di coinvolgere Asm, oggi anche rafforzata dall’ingresso di Acea, che aveva dichiarato la volontà di presentare, in tempi brevissimi, una proposta di finanziamento pubblico-privato per l’ammodernamento dell’impianto di illuminazione pubblica, mettendo in campo una soluzione economicamente vantaggiosa per l’illuminazione pubblica di Terni, sicuramente migliorativa rispetto al modello proposto tramite Consip”.

“Pertanto, invitiamo l’amministrazione della città a riflettere sulle ripercussioni che tale decisione potrebbe avere sia in termini occupazionali che finanziari se questa attività verrà realizzata con un affidamento Consip. Confidiamo che quanto appreso dalla stampa venga smentito e che si possa valorizzare al meglio la città di Terni, una città in cui l’illuminazione pubblica è nata, cosa che è molto apprezzata anche dal sindaco, chiedendo all’amministrazione comunale di riflettere e valutare attentamente le migliori soluzioni per la nostra comunità e per tutti i cittadini”.

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