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Terni, la signora Antonella saluta dopo 56 anni di attività: “Restare al passo con i tempi aspetto fondamentale per resistere”

Il messaggio comparso sulla pagina facebook del negozio che anticipa la meritata pensione: “Tantissimi attestati di affetto ricevuti. Ora vogliamo goderci appieno la nostra nipotina”

Una decisione ponderata, dopo 56 anni di lavoro all’interno di una storica attività. Il negozio Latimar abbasserà le serrande il prossimo 30 aprile, data coincidente con la disdetta del locale. Stavolta però non si parla di crisi del commercio, è doveroso specificarlo. La signora Antonella infatti lo spiega con un pizzico di comprensibile orgoglio: “All’età di 70 anni è venuto il momento di goderci appieno la nostra nipotina”. Al suo fianco infatti c’è il marito che la supporta e ne ha condiviso la scelta di trasferirsi, in provincia di Perugia, proprio per raggiungere il loro figlio.

Alla nostra redazione di www.ternitoday.it la signora Antonella torna indietro alla fine degli anni sessanta, più precisamente nel 1968 quando la mamma Maria Latini decise di inaugurare l’attività a pochi passi da piazza Valnerina: “In quel tempo era usuale intitolare i negozi con i nomi delle persone (in questo caso Latimar riprende parte del nome e cognome della signora Latini ndr). La zona era ricca di locali commerciali: articoli da regalo, una macelleria di carne equina, una oreficeria, la maglierista, un forno dove cuocevano la porchetta, un calzolaio, una rosticceria, un locale dedicato alla biancheria ed una cartolibreria per citarne alcune”.

Dall’apertura alla trasformazione: “Inizialmente mia madre aveva incentrato il tutto su prodotti di profumeria, geodesia e – più in generale – articoli da regalo. E’ stata poi estesa a casalinghi e giocattoli proprio perché, in quel periodo, andavano piuttosto bene questo genere di negozi. I primi anni li ho trascorsi studiando e, contestualmente, imparando il mestiere. Nel corso del 1981 sono entrata nell’impresa familiare prima del gennaio 1993 dove ho rilevato l’attività. Da sempre attratta ed affascinata dal rapporto che si instaurava con i clienti, ho cercato di restare al passo con i tempi, aspetto rilevatosi fondamentale per resistere e riuscire a diventare un punto di riferimento nel settore”.

Una ulteriore svolta dal momento del subentro: “L’idea è stata quella di specializzarmi nel comparto degli articoli da regalo. La clientela è andata sempre ad aumentare anche perché, ho provveduto ad incentrare l’attività anche nel settore dei matrimoni. Ricordo i cambiamenti strutturali, l’ampliamento alla parte sottostante, in precedenza adibita a magazzino, dove esponevo ogni singola lista nozze. Nel 1993 si contavano ben ventotto negozi similari. Da ‘ultimi’ arrivati – sostiene la signora Antonella – si doveva per forza puntare su determinate peculiarità. Occorre avere una certa credibilità, all’occhio dei fornitori, è così è andata”.

Il boom delle liste di nozze: “A metà degli anni novanta. Anche nella nostra città l’aumento è stato notevole. Da parte della sottoscritta non mi sono fatta trovare impreparata. Ho partecipato anche a diversi corsi di formazione, importanti per restare competitivi ed aggiornati sul mercato”. Il nuovo millennio però ha rimodificato gli scenari: “Arrivavano le prime avvisaglie dal nord Italia. Le coppie iniziavano ad optare per le convivenze, piuttosto che i matrimoni e pertanto questo ‘fenomeno’ si è un pochino sgonfiato”. Le indicazioni provenienti dall’Unione Europea: “Sono state apportate delle restrizioni, su alcune tipologie di prodotti, proprio per garantire una maggiore sicurezza ai clienti”.

Due periodi particolarmente delicati: “Il primo coincidente con i lavori in piazza Valnerina che ha comportato anche la chiusura della strada dove si affaccia la nostra attività. Il secondo, naturalmente, generato dall’emergenza sanitaria. Il giorno della riapertura, 18 maggio 2020, trovai una fila di persone ad aspettarmi dopo un due mesi di chiusura”. Tanti gli aneddoti da raccontare. La signora Antonella si sofferma su due in particolare: “Un giovane arrivò a negozio con la compagna per compilare la lista nozze. Mi riconosce? Esclamò. In un primo momento non riuscii a capire”.

Il racconto di quel particolare episodio: “Aveva circa otto anni ed entrò nel locale per acquistare un regalo alla mamma. Non aveva tutti i soldi con sé per poterlo comprare. Gli risposi che andavano bene quelli che aveva così tornò a casa felice per consegnarlo alla madre”. Il secondo invece riguarda una signora pensionata: “Acquistò un elettrodomestico che si ruppe dopo pochi giorni. Lo riportò con la speranza di poter beneficiare della garanzia. Non era possibile in quel caso specifico. Con un piccolo sacrificio, di mia spontanea volontà, gliene donai uno nuovo provocando in lei una immensa gioia”.

Le ultime settimane prima della chiusura: “Ancora ci spero che qualcuno possa subentrare, anche perché l’attività detiene una propria storia ed è molto conosciuta ed apprezzata. Dal momento in cui si è diffusa la notizia sono stata letteralmente ‘travolta’ dall’affetto dei clienti. Un affetto ricambiato con la passione, l’empatia e la professionalità che ho sempre cercato di trasmettere, servendo intere generazioni”. Ora il meritato riposo. Buona pensione!  

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