Sim infanzia a Terni, “servono più operatori e maggiori spazi per sostenere i bambini”

Parla Augusto Pasini, coordinatore di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza della Usl Umbria 2: “Investire sull’età evolutiva è un elemento portante per tutta la sanità”. Covid, dopo la pandemia è allerta stress: “Il virus ha già prodotto un aumento dei disturbi d’ansia”

Centri diurni chiusi, servizi domiciliari a “singhiozzo”. La questione disabilità per bambini, ragazzi e adulti a Terni è centrale. “Ma quella famiglia non è stata lasciata sola. Investire nel campo dell’età evolutiva è un elemento portante per tutta la sanità: se si fa un buon lavoro sui bambini piccoli, lo ritrovi in seguito. Poi, certo: sul principio generale siamo tutti d’accordo, nell’attuazione pratica non tutti fanno corrispondere i fatti alle parole”.

L’appello della madre del bimbo disabile di due anni sulla mancanza di assistenza nel periodo dell’emergenza Covid ha avuto un primo passaggio. Nella giornata di mercoledì, la famiglia e i servizi della Usl Umbria 2 si sono incontrati. “Abbiamo ottenuto un appuntamento con il fisiatra per il 22 giugno. Martedì prossimo la neuropsichiatra verrà a conoscere mio figlio. È stato un incontro in certi momenti anche intenso, ma alcuni risultati sono arrivati”. Altre questioni restano però irrisolte. Soprattutto, altre famiglie rischiano di continuare a trovarsi nella stessa condizione.

TerniToday ne ha parlato con il professor Augusto Pasini, coordinatore di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza della Usl Umbria 2.

“Il servizio Sim infanzia di Terni poteva ripartire già dal 30 aprile, abbiamo pronto un piano operativo. Ma mancano le ispezioni per la sicurezza sul lavoro (che devono essere svolte dalla stessa Usl, ndr). Abbiamo sollecitato queste ispezioni, ma ancora non sono state effettuate”.

“Secondo noi, investire nel campo dell’età evolutiva è un elemento portante per tutta la sanità. Se si fa un buon lavoro sui bambini piccoli, lo ritrovi dopo. Si tratta di un principio generale su cui tutti sono tutti d’accordo. Nell’attuazione pratica, però, non tutti fanno corrispondere i fatti alle parole”. Per questo il professor Pasini invoca la necessità di “una politica a livello regionale che tenga conto di questo” e che magari raccolga anche le buone pratiche che la Usl Umbria 2 è riuscita ad attivare negli ultimi due anni e mezzo.

“Abbiamo costituito gruppi di lavoro interaziendale che si parlano tra loro e prodotto linee di intervento che vorremmo condividere a livello regionale, anche dal punto divista giuridico e legale. Uno degli aspetti su cui ci siamo concentrati riguarda l’intervento sul trauma psichico in età evolutiva, da zero a diciotto anni, che concerne non solo maltrattamenti o abusi ma anche eventi naturali tra 0 e 18 anni”.

Una allerta in questo senso era arrivata già da alcune associazioni che lavorano nel settore del disagio mentale, ma ora il professor Pasini conferma il dato: “L’emergenza Covid già ha prodotto un aumento dei disturbi d’ansia. Su questo punto specifico abbiamo chiesto ed ottenuto un finanziamento per un progetto per affrontare l’ansia da isolamento sociale, si chiama ‘ciaone ansia’. Ma abbiamo bisogno di più forza per affrontare il tema della traumatologia psichica in età evolutiva. Negli ultimi due anni abbiamo fatto formazione per gli operatori”.

Il personale resta però un nodo cruciale per garantire l’efficienza e l’efficacia di un servizio molto esteso. “Soltanto per quanto riguarda i disturbi dello spettro autistico, a Terni seguiamo 120 casi. Stiamo parlando di un servizio che offre migliaia di prestazioni ogni anno. E allora c’è la necessità di aumentare il numero degli psicologi, ma anche quello degli operatori e di avere a disposizione un maggiore numero di spazi. Ma c’è anche bisogno di un forte appoggio da parte dei famigliari dei pazienti e delle associazioni. Senza di loro, è come se ci mancasse la forza”.

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