Sabato, 18 Settembre 2021
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Smottamento di Colle Obito, terminati i lavori di messa in sicurezza: “Ulteriori interventi in arrivo per 200 mila euro”

L’Azienda Ospedaliera Santa Maria ha organizzato un breve incontro, nel pieno del rispetto delle normative anti-contagio, svoltosi nel corso della mattinata di lunedì 12 aprile

foto di repertorio

Sono stati consegnati questa mattina – lunedì 12 aprile - i lavori per la messa in sicurezza della collina di Colle Obito, dopo lo smottamento del 6 gennaio scorso che ha interessato anche via Giandimartalo di Vitalone. L’Azienda Ospedaliera Santa Maria ha organizzato un breve incontro, nel pieno del rispetto delle normative anti-contagio, a cui hanno preso parte gli operai che in queste settimane hanno portato avanti l’intervento. Inoltre il sindaco Leonardo Latini, l'assessore ai Lavori pubblici Benedetta Salvati, il direttore generale del Santa Maria Pasquale Chiarelli e il direttore amministrativo Anna Rita Ianni. Presenti inoltre il responsabile dell’ufficio tecnico ovvero l’ingegner Gianluca Bandini, l'ingegner Roberto Celin ossia il Responsabile Unico del Procedimento e Simone Monotti, coordinatore della sicurezza nel progetto e dell'esecuzione.

La strada sottostante la collina è stata già riaperta al traffico il 25 marzo scorso. Il lavoro è stato messo in campo con l’obiettivo di ottenere un intervento che permettesse una struttura duratura a prevenzione anche di ulteriori frane o smottamenti. Nel suo complesso ha richiesto un importo di 402.396,47 euro con una seconda fase dei lavori, ancora da attivare, per un valore di ulteriori 200 mila euro. Fondi già previsti dall'ospedale Santa Maria, nell'ambito di una intesa che coinvolge anche gli assessorati regionali competenti. L'obiettivo degli ulteriori lavori è quello di completare funzionalmente la zona a monte della barriera installata e ai lati della zona appena terminata, per rendere ancora più sicuro l'intero tratto di pendio.

Dal punto di vista tecnico, il lavoro effettuato ha previsto una chiodatura con più di 260 barre cave autoperforanti in acciaio di 32 mm di diametro e lunghezza da 5 a 8 metri. Sovrapposto poi un rivestimento geocomposito per circa 500 mq, ancorato alle barre tramite delle piastre di fissaggio e bloccate da un ulteriore reticolo di contenimento con cavi di acciaio da 12 mm di diametro (per 1.000 metri) e 16 mm di diametro (per 150 metri). A protezione della strada, per rendere sicuro il passaggio di pedoni e veicoli, è stata inoltre posizionata una rete paramassi di tre metri di altezza per una lunghezza totale di 40 metri.

Chiarelli, Salvati, Latini-2

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