“Soldatini rosa e bambole azzurre, progetto vecchio e dannoso”

Si rialza il polverone sull’iniziativa promossa dalla consigliera di parità di Terni, il Comitato difendiamo i nostri figli: no ad esperimenti emotivi sui bambini

“Progetto vecchio e dannoso, ci sono modi miglio per spendere i soldi pubblici”. Torna ad alzarsi il polverone sull’iniziativa dell’iniziativa promossa dalla consigliera di parità della Provincia di Terni col supporto del Forum delle donne di Amelia, che interessa la scuola “Mameli” di Fornole di Amelia.

Soldatini rosa e bambole azzurre, ecco i dettagli del progetto

A prendere posizione, dopo gli interventi dei giorni scorsi, è ora il Comitato difendiamo i nostri figli di Terni che boccia su tutta la linea il programma che verrà proposto ad alcuni studenti della scuola elementare. “Se il fine del progetto è, infatti, quello di dimostrare che uomini e donne hanno pari dignità e pari opportunità di realizzazione, il Forum delle donne di Amelia arriva con 50 anni di ritardo. Questi bambini vivono in una città con a capo un sindaco donna e sanno perfettamente che qualunque cittadino italiano, se ne ha la capacità, può intraprendere qualunque percorso professionale. Se, viceversa, il fine è quello di instillare la falsa verità che uomini e donne siano uguali ed i loro ruoli perfettamente interscambiabili, il danno è evidente. La realtà sull’essere umano è chiaramente inscritta in una diversità feconda ed il risultato della collaborazione amorosa di questa complementarietà è la famiglia, la culla della vita”.

Parla la consigliera di parità di Terni, Teresa Di Lernia

Per questo il Comitato appoggia le proteste di alcuni genitori del plesso amerino e aggiunge: “In ogni caso, i bambini non devono essere sottoposti ad esperimenti emotivi, a scuole di rieducazione, né devono essere artificiosamente costretti a dichiarare ‘come’ vogliono essere. Siamo certi che ci siano modi migliori per spendere soldi pubblici. È evidente che gli stereotipi da abbattere sono altri; sono quelli che ci propina la televisione e il cinema, in cui la famiglia viene spesso dipinta come un luogo di oppressione e di conflitto mentre coloro che fanno scelte ‘diverse’ sono sempre rappresentati come sensibili, intelligenti e perseguitati.

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Le polemiche: l’assessore Alessandrini e il Popolo della famiglia dell’Umbria

E poi arriva la stoccata finale: “Diciamo a questi genitori, di cui ammiriamo il coraggio e la lungimiranza: continuate a leggere le favole ai vostri bambini e difendeteli da ideologie vecchie e fallimentari”.

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