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"Sono ultra favorevole al nuovo "Liberati" ma dobbiamo interrogarci sulla sua fattibilità". Carissimi (Lega) calma gli entusiasmi sul progetto

Il consigliere regionale Daniele Carissimi dice la sua sul progetto presentato dal presidente della Ternana Bandecchi: "C'è da valutare, in termini di legge, il binomio stadio-clinica"

Sulla questione relative all'iter autorizzativo del nuovo "LIberati" presentato dalla Ternana, è intervenuto anche il consigliere regionale leghista Daniele Carissimi. Un intervento che ha messo un freno agli entusiasmi anche di una parte del mondo politico cittadino, riportando il focus sul delicato binomio stadio-clinica privata che, secondo il presidente Bandecchi, deve rimanere inscindibile. 

Ma secondo Carissimi, c'è da stare con i piedi per terra e valutare ogni mossa in punta di legge: "L’idea di un nuovo stadio a Terni - scrive Carissimi - piace a tutti, ma al fine di evitare semplicistici entusiasmi e incanalarsi nel viatico delle possibilità legittime, è doveroso interrogarsi sulla fattibilità, sotto il profilo giuridico prima che politico, del progetto presentato dalla Ternana Calcio, che unitamente allo stadio prevede di costruire una clinica privata. Non vi è dubbio, quantomeno per quel che mi riguarda, che sono ultra favorevole ad un’opera (lo stadio) che porta lavoro, imprenditoria, entusiamo e aggregazione sociale.

Il nodo stadio-clinica privata

Sul punto, Carissimi rimette a posto gli entusiasmi: "Dobbiamo valutare infatti con prudenza i possibili ostacoli giuridici all’accoglimento della richiesta del presidente Bandecchi di realizzare insieme allo stadio una struttura sanitaria privata convenzionata quale opera accessoria finalizzata a garantire l’equilibrio dell’investimento complessivo.

Vero è che le recentissime modifiche alla cosiddetta Legge degli Stadi (L. 147/2013) allargano le maglie delle possibili interpretazioni. In particolare, il 3 aprile 2021 è entrato in vigore il D.Lgs. n. 38/2021 (Misure di concentrazione, accelerazione e semplificazione) che abroga il comma 304 dell’art. 1 L. 147/2013 e che prevede che il documento di fattibilità presentato dal soggetto che intende costruire un impianto sportivo possa comprendere, ai fini del raggiungimento del complessivo equilibrio economico-finanziario dell'iniziativa o della valorizzazione del territorio in termini sociali, occupazionali, economici, ambientali e di efficienza energetica, anche la costruzione di immobili con destinazioni d'uso diverse da quella sportiva. Purché esse siano complementari o funzionali al finanziamento o alla fruibilità dell'impianto sportivo e si trovino in aree contigue.

Posto che la costruzione di una clinica privata convenzionata difficilmente può essere considerata “complementare” all’impianto sportivo, può però risultare funzionale al finanziamento dell’impianto stesso e, in base al progetto, dovrebbe essere realizzata in area contigua. Ci sono quindi elementi che richiedono sì prudenza - sottolinea il consigliere leghista -, ma non tali far ritenere l’opera esclusa dagli interventi suscettibili di applicazione del regime semplificato previsto dalla L. 86/2019 e dal D.Lgs. 38/2020.

L'iter autorizzativo

Sull'iter autorizzativo Carissimi fa il punto della situazione: "Per quanto riguarda il procedimento, tutta la prima fase è di competenza del Comune di Terni che, come riportato dall’Assessore Salvati, ha già provveduto a nominare il responsabile del procedimento, creare i gruppi di lavoro, ottenere dalle direzioni comunali i pareri e le prescrizioni sul progetto, convocare la conferenza di servizi e assegnare a tutti il termine del 26 aprile per le risposte e i pareri richiesti. Gli step successivi sono la determina di presa d’atto, la delibera della Giunta Comunale con la proposta al Consiglio Comunale, la delibera del Consiglio Comunale prevista entro la metà di maggio.

Una volta ottenuta la dichiarazione di pubblico interesse e predisposto il progetto definitivo, la legge prevede che in presenza di atti di competenza regionale, il procedimento passi in mano alla Regione, la quale entro 15 giorni dovrà convocare la conferenza di servizi decisoria al fine di valutare l’istanza, a cui partecipano tutti i soggetti titolari di competenze in ordine al progetto presentato. In questa sede, al proponente potrà essere richiesto di modificare il progetto per superare eventuali criticità e saranno raccolti tutti i pareri degli enti interessati. Superato ogni ostacolo, sarà quindi la conferenza stessa, che si svolgerà in forma semplificata e in modalità asincrona, a adottare, entro 90 giorni dalla presentazione del progetto definitivo, il provvedimento finale di approvazione del progetto. Provvedimento che, se positivo, sostituisce ogni autorizzazione o permesso necessario alla concreta realizzazione dell’opera principale (lo stadio) e di quella accessoria (la clinica) e che ne dichiara la pubblica utilità, indifferibilità e urgenza.

Di strada da fare ce n’è - conclude -. Cercheremo di superare ogni ostacolo nel rispetto della legge per giungere all’obiettivo. Ognuno farà la sua parte".

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