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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Attualità Borgo Rivo / Via Fratelli Cairoli

Storia di Terni, un ‘tesoro’ affiora sotto largo Cairoli. Sopralluogo e scenari: “Piena volontà di tutelare le evidenze archeologiche”

Il punto del capogruppo di Terni Civica Michele Rossi: “Si andrà avanti dunque con l'opera di bonifica bellica con molta attenzione e con futuri aggiornamenti sul da farsi”

Un tesoro sotto largo Cairoli, interessato da interventi che porteranno al restyling dell’area. Nei giorni scorsi infatti sono immediatamente riaffiorati muri ed archi che hanno lasciato presagire al ritrovamento di reperti risalenti al convento carmelitano dei Santi Giuseppe e Teresa. Non è tutto, come era stato ampiamente previsto dagli esperti. Potrebbero infatti emergere anche ulteriori reperti di epoca romana. Insomma occorre la massima cautela per verificare, passo dopo passo, l’evoluzione del cantiere.

Il capogruppo di Terni Civica Michele Rossi, interessatosi direttamente della vicenda, ha fatto il punto della situazione, dopo che sono iniziate le operazioni di bonifica bellica, antecedenti all’inizio dei lavori. “L'accordo di valorizzazione sottoscritto nel 2015 tra l'agenzia del demanio, segretariato del Mic per l'Umbria e il Comune di Terni prevede espressamente indagini archeologiche da eseguirsi nell'ambito dei lavori di riqualificazione della piazza, con approfondimenti che debbono tener conto della complessa stratificazione storico-edilizia con la presenza del seicentesco convento di Santa Teresa e il tratto della cinta muraria di epoca romana e medievale che verosimilmente la attraversa”.

Gli sviluppi: “A fronte dello stesso accordo e di un sopralluogo avvenuto nella giornata di ieri, mercoledì 15 giugno, si continuerà nello scavo di tutta l'area interessata per la profondità già stabilita e con la necessità di dover procedere a degli scavi localizzati, si inizia nell'area del chiostro del monastero, fino alla profondità di tre metri. Tutto continuerà con l'assistenza in corso d'opera da parte di figura di archeologo professionista incaricato. Si andrà avanti dunque con l'opera di bonifica bellica con molta attenzione e con futuri aggiornamenti sul da farsi”.

Lo scenario: “Occorre far svolgere contestualmente tutti i necessari approfondimenti di natura archeologica e solo dopo in base a precise indicazioni che ne deriveranno si penserà ad adeguare quanto inizialmente progettato. La sistemazione della piazza prevede la realizzazione di un giardino e questo potrebbe essere abbastanza compatibile con la presenza di reperti archeologici. Quello che mi sembra chiaro – conclude il capogruppo - è che c'è la piena volontà di tutelare tutte le evidenze di interesse storico archeologiche presenti”.

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