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Domenica, 27 Novembre 2022
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Storico locale diventa nuova attività: “Creare un’emozione a fine pasto. Idea pannelli fotovoltaici per sopperire ai rincari”

Il racconto del pasticcere Gabriele Filippi: “Formazione, studio dei dettagli e capacità di saper valorizzare i prodotti”

Una nuova attività ha debuttato, nelle scorse settimane, nella semiperiferia della città. La prima particolarità risiede nel locale sul quale hanno optato i giovani Gabriele e Davide. Un punto di riferimento degli abitanti del quartiere e non solo, per tantissimi anni. Dopo averlo ristrutturato, anche grazie all’aiuto di alcuni familiari, ora è divenuto Creo pasticceria. Oltre ai soci menzionati vi lavorano anche Elisa e Michele andando a comporre uno staff giovane quanto rodato.

Alla redazione di www.ternitoday.it Gabriele Filippi racconta le caratteristiche della pasticceria: “Avevo lavorato con mio zio in precedenza ed avevo l’intenzione di creare qualcosa di mio, portando al massimo gli studi di innovazione, cercando di far emergere questa novità. Ho frequentato molti corsi alla Cast alimenti ovvero la scuola di formazione più importante nel settore. La volontà era di imprimere una propria identità e convertire le nozioni acquisite nel tempo”.

La composizione della squadra: “Dopo aver coinvolto Davide abbiamo puntato su Elisa e Michele, ragazzi giovanissimi che hanno sposato il progetto. Hanno iniziato ad avvicinarsi a questo mondo con grande entusiasmo”. La caratterizzazione: “Ci discostiamo dalla classica pasticceria. Realizziamo infatti delle mignon innovative con gusti particolari. Il dolce – afferma Gabriele – deve rappresentare un momento da godere appieno, appagante per l’anima e capace di creare quel qualcosa in più, un’emozione a fine pasto. La pasticceria mignon è molto sviluppata fuori dall’Umbria per consentire alle persone di assaggiare più gusti. Ho preso spunto dal maestro Massari. I suoi allievi sposano questa ideologia”.

L’idea di Creo: “Il tutto nasce prima della pandemia. Abitando nella semiperiferia di Terni ho notato che la struttura poteva essere disponibile. La sua storicità, la conformazione, il punto di riferimento per la zona da tantissimi anni sono stati elementi fondamentali per la scelta. Inoltre anche alcuni aspetti tecnici hanno pesato in positivo. Volendo valorizzare al massimo il prodotto la scelta è ricaduta su un locale semplice, essenziale, quanto efficace. Durante l’emergenza sanitaria è subentrato un pizzico di scoramento. Con la ripartenza la fiducia è tornata così come la voglia di crederci appieno. L’aiuto dei familiari è stato fondamentale, non solo da un punto di vista economico”.

Gli scenari: “In cantiere ci sono altri progetti da sviluppare. Il quartiere di Cesure ha sicuramente risposto bene anche perché abbiamo portato un qualcosa di nuovo. Al momento i feedback sono incoraggianti, in tal senso. Inoltre c’è più di un’idea in cantiere nel puntare alle fonti di energia rinnovabili. L’intenzione è quella di installare dei pannelli fotovoltaici, in corrispondenza del terrazzo”. Il motivo è più che attuale: “La nostra prima bolletta, dopo l’apertura, una vera e propria stangata”.

Un’attività che può contare sul laboratorio: “Attrezzato con tutti i macchinari per mantenere la catena del freddo, importante per questioni igienico sanitarie e che facilita il lavoro giornaliero”. Un altro elemento che connota la professione di Gabriele: “Faccio parte dell’associazione Conpait ossia la Confederazione Pasticceri Italiani. Conta 1200 iscritti circa e si occupa principalmente di formazione, corsi a basso costo per portare l’innovazione nella pasticceria in tutti i soci iscritti. Oltre ad avere molte agevolazioni ha concluso accordi con aziende leader del settore. Ho avuto la possibilità di pubblicare un articolo sulla loro rivista specializzata, dando spazio al prodotto tipico ternano ovvero il pampepato. Lo porteremo ad una fiera a Milano in previsione delle festività natalizie”.

L’importanza di esserci ed affermarsi: “Progredire è importante quanto massimizzare il lavoro fatto in pasticceria. Tutta l’associazione si muove per far sì che il pasticcere possa creare prodotti buoni con tecniche di lavorazione adeguate, ed al passo con i tempi. Sensibilizzare i professionisti ad utilizzare le materie prime di una qualità superiore. Ricopro il ruolo di coreferente Conpait per Umbria e Marche insieme ad Andrea Restuccia. E’ il detentore del titolo mondiale di pasticceria, insieme ad altri due professionisti. Faccio affiancamento, formazione e in futuro vorrei creare un’aula di formazione proprio nel locale per poter avvicinare le persone a questo mondo”.

Il pasticcere del futuro secondo il pensiero di Gabriele: “Un lavoro molto specializzante. Non è possibile inventarsi o reinventarsi. Occorre studiare ed approfondire la materia, essere propositivo e capire bene le dinamiche del lavoro. Senza un’adeguata formazione diventa dura. Bisogna essere davvero innamorati per poter svolgere bene questa professione. I sacrifici da fare sono tanti ma altrettante le soddisfazioni ricevute”.

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