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Venerdì, 9 Dicembre 2022
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Storico locale ternano al passaggio del testimone: “Attività a conduzione familiare che prosegue tra innovazione e tradizione”

Il racconto di Diego Petrelli che è ufficialmente subentrato nella gestione dell’esercizio commerciale in un passaggio generazionale tutto in famiglia

Uno ‘storico’ passaggio del testimone per la pasticceria Evy. Correva l’anno 1977 quando le sorelle Eva e Vittoria decisero di mettersi in proprio, dopo aver maturato un’esperienza significativa nel settore. Da quell’anno in poi il locale è cresciuto nel quartiere di Borgo Rivo per poi spostarsi, nel corso del 1993, a qualche centinaio di metri di distanza, dove tutt’ora è collocato. Dopo 45 anni esatti le signore hanno passato il testimone al nipote Diego Petrelli che è ufficialmente subentrato, lo scorso mese di ottobre, nella gestione del locale.

Alla redazione di www.ternitoday.it Diego Petrelli racconta la storia di un’attività entrata nel cuore di migliaia di clienti i quali si sono avvicendati, anche di generazione in generazione, anche nel contesto prettamente familiare. “Fino al 1993 deteneva il banco pasticceria e gelateria. In quell’anno Eva e Vittoria poi optarono per il trasferimento in un immobile vicino, sempre a Borgo Rivo. Da lì è stato aggiunto il bar, la caffetteria ed il servizio ai tavoli. Uno step corroborato dal fatto che sempre più clienti apprezzavano i prodotti offerti. Nel corso degli anni la crescita è sempre più stata evidente fino a sviluppare un angolino dedicato all’enoteca”.

Un passaggio significativo che evoca Diego: “Due anni fa siamo stati la prima azienda a certificare il pampepato con il marchio di origine IGP. Tutto ciò ha generato un notevole interesse, sia in città ma soprattutto da fuori provincia. Nelle ultime due estati c’è stata una forte crescita della gelateria con servizio a tavolo”. Tradizione ed innovazione: “Non cambierei mai l’80% della nostra produzione storica. Le colazioni – ad esempio - sono gettonatissime come il sigaro, il cornetto con le mele, la pasta millefoglie. A tutto ciò vorrei unire il restante 20% di prodotti più moderni, in linea con il mercato. Naturalmente è fondamentale mantenere intatta la qualità delle materie prime oltre che la professionalità dei lavoratori che la differenza. La fiducia e la stima nei dipendenti sono elementi fondamentali”. La pasticceria che guarda al futuro prossimo: “Ci sono importanti programmi da sviluppare. Il mio progetto è progredire verso una vendita più spostata verso l’esterno, interfacciandosi con il mercato estero, anche mediante l’e-commerce. Inoltre allo studio c’è il restyling del logo, un packaging al passo con i tempi, sempre nel rispetto della storia e della tradizione”.

Come nasce il nome Evy: “Dall’unione dei due nomi Eva e Vittoria. La rosa è il simbolo della delicatezza, della raffinatezza. L’arte bianca che comunica questi tipi di messaggi”. La storia imprenditoriale di Diego Petrelli: “Sono cresciuto in pasticceria. Mi mettevano sopra dei bidoncini dell’olio per accoppiare le paste, naturalmente solo per farmi un po' giocare. Da adolescente studiavo e nel tempo rimanente venivo a dare una mano. Con il passare degli anni gestire l’attività è divenuto sempre più complesso, soprattutto nel disbrigare le pratiche amministrative. Così – a doppio binario – ho cercato di rendermi utile. Una volta conclusa l’università è arrivato il grande momento di scegliere. Dopo aver cestinato un paio di offerte di lavoro mi sono messo a tavolino con le zie le quali hanno sentito il bisogno di passare il testimone. Sentivo un qualcosa di troppo importante dentro. Una grande passione che non potevo abbandonare, sbocciata fin da piccolino. Così, dal 2019, si è instradato quel percorso portato a compimento ufficialmente qualche settimana fa”.

Una piccola, grande storia da raccontare: “Allo spegnimento delle 40 candeline c’è stata una grande festa in pasticceria ed un pranzo con tutto il personale. Il nostro vanto poiché rappresentano una vera e propria famiglia allargata per noi. Recentemente le signore Antonella e Carla sono andate in pensione, dopo aver lavorato da Evy fin dagli albori. Ci sono pasticceri che sono entrati nel 1980. Naturalmente lavorano qui anche dei parenti delle proprietarie originarie, oltre naturalmente il sottoscritto”. La pandemia globale: “Due anni di sofferenze. La botta è stata forte con delle chiusure ed un futuro tutto da scrivere. La nostra clientela non ci mai abbandonato ed al primo accenno di apertura, sebbene conformandosi a tutte le limitazioni dettate dall’emergenza sanitaria, è tornata a trovarci”.

Infine c’è un aspetto sul quale soffermarsi: “Tante aziende si caratterizzavano per la conduzione familiare. Ora sembrano essere delle mosche bianche. Chi fa altre scelte naturalmente ha le sue buone ragioni, ci mancherebbe. Tuttavia spero che questo filo rosso che ci unisce possa proseguire, anche con le generazioni future. Un aspetto che si nota anche con i clienti: dal nonno fino ai loro nipoti sussiste questa continuità nel passarci a trovare che fa solo che piacere”.

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