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Venerdì, 30 Settembre 2022
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Giovane ternano trasferito in Estonia: “Una grande opportunità lavorare in uno dei poli d’eccellenza europeo nell’ambito dell’ecologia”

Il racconto di Enrico Tordoni: “L’estero è stata un’occasione per migliorare le capacità e conoscenze nel mio ambito di ricerca”

Un percorso di studi universitari completato a Viterbo, in Monitoraggio e Conservazione della Biodiversità Forestale. La successiva acquisizione del dottorato in Ecologia, presso l’università di Trieste, dopo aver condotto esperienze di ricerca sia in Regno Unito che in Germania. Infine un’esperienza lavorativa, sempre presso il capoluogo del Friuli Venezia Giulia, come assegnista di ricerca occupandosi principalmente dei cambiamenti climatici e dei loro effetti sulla diversità vegetale, a scala regionale. La storia di Enrico Tordoni, nato e cresciuto in un quartiere semiperiferico di Terni, è connotata da questi passaggi fondamentali, in ambito professionale.

A partire dal mese di novembre, del 2020, c’è stata una ulteriore svolta, come racconta alla nostra redazione di www.ternitoday.ti: “Mi sono trasferito in Estonia nel Macroecology workgroup all’università di Tartu. Si tratta di uno dei poli d’eccellenza europeo nell’ambito dell’ecologia. In generale, le tematiche trattate nel gruppo riguardano lo studio dei cambiamenti climatici e gli impatti legati alle attività antropiche sulla diversità animale e vegetale a scala globale e locale. Ho completato un progetto e vinto un finanziamento di due anni a cura del governo baltico, volto ad attrarre eccellenze dall’estero. Il titolo è SPECTRA: a worldwide perspective on species extinction risk across taxonomic groups ovvero una prospettiva globale sul rischio di estinzione delle specie in diversi gruppi tassonomici”. Finalità specifiche: “Ha come scopo primario quello di determinare i fattori principali che sono responsabili della perdita di biodiversità a livello globale, evidenziando inoltre le aree del globo che ne soffriranno i maggiori impatti, che mettono a rischio la diversità di molte specie animali e vegetali nei prossimi decenni”.

Come tanti altri giovani del nostro territorio anche Enrico ha deciso di lasciare la città, e tentare di trovar fortuna altrove: “Il motivo principale è stato dettato da motivi di opportunità. A Terni non c’erano facoltà in linea con i miei interessi. Lavorando all’università, fortunatamente lo studio si è poi tramutato anche nell’attuale occupazione. L’estero è stata un’occasione per migliorare le capacità e conoscenze nel mio ambito di ricerca, con la speranza che possano contribuire a favorire un futuro ritorno nel nostro paese con una posizione permanente”. Una ulteriore riflessione: “Dato che in Italia la ricerca vive spesso di precarietà, ho scelto di recarmi all’estero per aumentare le mie competenze con la speranza di ambire a posizioni più stabili dal punto di vista lavorativo. Ho avuto dei primi contatti già alla fine del 2019 con alcuni membri del mio attuale gruppo di ricerca che poi si sono concretizzati in un’offerta di lavoro per un anno. Una volta lì ho poi partecipato al bando nazionale per progetti di ricerca che mi ha assegnato i fondi per portare avanti il mio progetto fino all’estate 2023”.

Capitolo emergenza sanitaria: “In Estonia hanno introdotto una regolamentazione simile a quella attualmente in vigore in Italia. Per accedere alla maggior parte delle attività e servizi serve una prova dell’avvenuta vaccinazione nonché l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi. L’anno scorso si è proceduto con lo smart working. Tuttavia, dallo scorso mese di settembre, il lavoro è ripreso in presenza”. Il luogo del cuore: “Terni è una città a misura d’uomo dalle grandi potenzialità e vocazioni culturali e turistiche, essendo circondata da splendide montagne e caratteristici borghi. Inoltre, il costo della vita relativamente basso, rende molto fruibile la vita cittadina. Tuttavia, penso che talvolta sia caratterizzata da un’eccessiva autoreferenzialità. Questa mancanza di “apertura” oltre i propri confini ne limita la crescita, spesso generando mancanza di idee ed innovazione che impediscono il pieno raggiungimento del suo reale potenziale”.

Gli affetti e le modalità utilizzate per mantenere vivi i rapporti: “I social network sono il mezzo principale con cui resto in comunicazione con familiari ed amici, anche se cerco di rientrare in città almeno 2-3 volte l’anno. Mi mancano ovviamente lo stile di vita italiano, l’allegria e la grande varietà enogastronomica presente nel nostro territorio. Specialmente manca il quartiere e la città in cui sono cresciuto ed in cui spero di tornare (o avvicinarmi) nel prossimo futuro”.

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