Attualità

Dalla sabbia nasce un grande talento. Il racconto dell’artista Gabriella Compagnone: “Il disegno come metafora di vita”

L’artista si racconta, dagli albori al successo: “Una tecnica che aiuta le persone che vedono le performance a vivere in modo diverso”

foto Alessandro Mari

Un successo all’improvviso. La storia di Gabriella Compagnone è piuttosto particolare, quanto affascinante. Aveva infatti appena diciannove anni quando partecipò ad ‘Italia Got’s Talent’. Un’apparizione che gli ha portato notorietà, fama ed una scia di consensi davvero incredibili. Di professione fa la sand artist ossia, attraverso un accompagnamento musicale, utilizza la sabbia per dar vita alle proprie creazioni. Un mix davvero suggestivo e coinvolgente raccontato in ogni singolo dettaglio.

“Dopo aver partecipato al talent – ricorda Gabriella - mi hanno iniziato a chiamare privati ma non solo. Avevo 19 anni, appena diplomata. La fortuna o sfortuna, dipende dai punti di vista, è che in quel periodo girava uno spot molto noto in tv, dove non si vedeva il volto dell’artista. Alla fine, seppur involontariamente, è stato un veicolo ancora maggiore di pubblicità”. L’arte e le sue sfaccettature: “E’ cresciuta moltissimo, rispetto a quanto qualcuno diceva che sarebbe stata una moda passeggera. Adesso molte persone si sono avvicinate alla sand art. In dieci anni è diventata di pubblico dominio. Potrebbe tramutarsi in una forma d’arte come il teatro, ad esempio. Da marzo 2009 a quello dello scorso anno è stato un continuo lavorare”. Poi sappiamo come sono andate le cose, ci torneremo più avanti.

Dalla sabbia nasce un grande talento: “Passi dal nulla a tutto nel giro di una serata. A scuola emerse questo aspetto artistico e vi fu molto stupore, un talento nascosto sotto la sabbia. Non mi aspettavo questo successo. Così ho iniziato a maturare esperienza, perfezionando la tecnica direttamente sul campo. L’occhio del pubblico ‘vergine’ naturalmente un pochino ha agevolato. Si punta a 100, al massimo, per poi curare le piccole imperfezioni e far sì, al prossimo spettacolo, di superarle. La fortuna di questa arte è che, l’impatto emotivo, è sempre enorme”. Arte e musica: “Un vero e proprio doppio nodo, dove la gestione dei momenti e gli spazi è fondamentale. Ora in tutto il mondo l’aspetto tecnico è migliorato tantissimo, riusciamo a fare dei disegni che sembrano delle fotografie. Ci si abitua alla tecnica. Visto che si può migliorare, tutto quello che sbagli fa bagaglio di esperienza. Poiché la performance suscita emozioni, non si tratta di una mera esibizione, l’accompagnamento della musica contribuisce nella riuscita, in modo esponenziale. Non c’è una formazione precisa, sarebbe necessario lavorarci sempre di più e, in tal senso, auspicabile pensare di organizzare dei corsi specifici in materia o dar vita a libri specifici illustrati.”

Le soddisfazioni più grandi ricevute: “Ho partecipato a tanti programmi come C’è Posta per te, Amici, apportando qualcosa in più alle tematiche dibattute sul momento. È stata una escalation, ho fatto Telethon due anni con Fabrizio Frizzi, un’esperienza incredibile” ricorda Gabriella. “Dovevo occuparmi di storie di bimbi affetti da patologie genetiche rare, che non avevano la possibilità di essere curate come quelli più comuni. Al di là dell’aspetto professionale è stato molto importante, anche da un punto di vista di crescita personale. Ho collaborato per l’associazione Veronesi. Ci sono state esperienze molto intime che si riflettono sull’aspetto emotivo. A quel punto – aggiunge l’artista – ti rendi conto di lavorare per una giusta causa ed inorgoglisce. Lo scopo degli spettacoli con la sabbia coniuga, altri aspetti come sociale ed umano. È gratificante che solo con l’esibizione si possa aiutare, in qualche modo, le persone trasmettendo loro delle sensazioni”.

Una particolarità raccontata: “Quando mi chiamavano le aziende richiedevano un momento pregnante di emotività pura. Secondo alcuni studi quando narri un argomento, se riesci ad arrivare al cuore della discussione, ciò che stai comunicando viene catturato più facilmente. Ho lavorato in un parco tematico di Riccione, davanti ad almeno 500 persone, adrenalina pura. Improvvisamente apri una porta verso l’infanzia. La trasformazione, il cambiamento continuo del punto di vista” e le differenze: “I bambini si stupiscono molto meno degli adulti che riscoprono emozioni sopite. I bimbi sono più abituati alle scoperte mentre un adulto viene spiazzato perché ha perso tale abitudine”.

Infine Gabriella Compagnone, nel cassetto dei ricordi, conserva una speciale esperienza: “Un evento a Terni il 25 novembre contro la violenza di genere (violenza sulle donne e violenza assistita) all’interno della biblioteca. C’era la lettrice che enunciava testimonianze dirette per poi aggiungere quelle dei bambini. Quando curava la parte dedicata ai piccoli decisi di mutare la tecnica, immedesimandomi nelle loro creazioni. Ne conseguirono empatia e commozione trasmesse in tutta la sala. L’obiettivo era stato centrato. Eravamo riusciti a sensibilizzare sull’argomento.” 

L’arrivo dell’emergenza sanitaria: “La mia vita è cambiata drasticamente. Il 5 marzo 2020 avevo uno spettacolo proprio a Terni, oltre che programmati almeno altri cinque. In estate ho recuperato qualcosa. All’inizio ero piuttosto ottimista. L’ottimismo ha lasciato un po' posto ad un pizzico di disperazione. Ad essere sincera – afferma Gabriella – nonostante i video aiutino, la performance dal vivo è tutta un’altra cosa”. Una bella collaborazione è nata con Marco Antuzi: “Lui è un life coach e mi ha proposto un’intervista. Ha avuto così successo che è diventato un appuntamento fisso, durante il quale sviluppiamo temi sociali molto importanti (per poterli seguire è possibile collegarsi il venerdì sulla pagina facebook Ars vivendi). Si crea un connubio tra arte ed esperienza di vita”. Il futuro prossimo dell’artista: “Cambierà il modo ma non il messaggio di questa arte. Sono fiduciosa che qualcosa succederà, perché le persone avranno fame di ritornare ai concerti, agli spettacoli. Il disegno sulla sabbia è la metafora della vita. Una tecnica che aiuta le persone a vivere in modo diverso”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dalla sabbia nasce un grande talento. Il racconto dell’artista Gabriella Compagnone: “Il disegno come metafora di vita”

TerniToday è in caricamento