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Martedì, 28 Maggio 2024
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Nuova attività a Terni: “Originalità, leggerezza e sostenibilità all’insegna dell’Umbria cuore verde. Accolto dalla città magnificamente”

Il racconto di Matteo Brunamonti: “Dal lockdown è nata l’idea di dare vita ad un progetto che alla fine ha toccato quasi tutte le mete dell’Umbria”

Un progetto nato durante il lockdown, in piena fase evolutiva della pandemia. Correva il mese di marzo 2020 quando Matteo Brunamonti ha scoperto, quasi per caso, un kit per fare sushi: “Mi trovavo in supermercato sotto casa. Stavo cercando del lievito (come molti altri nostri connazionali in quel periodo ndr) per poi imbattermi in quel tipo di prodotto”. Da lì è nata l’idea di dar vita a Sushi Umbro che ora conta due attività ad Assisi e Terni, riuscendo a raggiungere quasi tutte le località della regione.

Evoluzioni: “Dopo l’acquisto del kit ho iniziato a fare il sushi casalingo, all’inizio in modo tradizionale. Poi, guardando dentro il frigo, mi accorsi che era avanzata una salsiccia. Ho unito il tutto ma il risultato non è stato dei migliori” sorride. “Tuttavia, dal quel frangente, si è aperta una strada da perseguire. Sono dunque passato a creare delle combinazioni non solo conformi alla filosofia per dar vita a prodotti alternativi, ma anche e soprattutto gradevoli da mangiare. Uno studio personale tra vari tentativi, assaggi e combinazioni che ha portato ad originare un piccolo menu”.

Quali gli ingredienti usati: “Dal tartufo alla chianina, alla burrata di Colfiorito, fino al pesce di lago e fiume, salsiccia. Sia carne che pesce cotto, più una buona variante vegetariana”. La caratteristica principale ereditata dal nome: “Sushi Umbro ossia il concetto di un qualcosa che non esisteva in precedenza. Un nome diretto che poteva spiegare il connubio tra la classica combo riso più alga, ed i prodotti umbri. Al termine di questo lungo processo ora possiamo mettere a disposizione della clientela venti diversi roll e cinque tipologie di antipasti”.

Un’esperienza pregressa negli Stati Uniti e la specializzazione nel settore: “Lavoravo ad Assisi con un gruppo che gestisce alberghi e ristoranti – ricorda Matteo – ed ero responsabile del food e beverage. Tra le tante conseguenze provocate dall’emergenza sanitaria la crisi del nostro settore la quale si è imbattuta, purtroppo, anche su un’attività del territorio. Ho deciso di rilevare tale locale e devo dire di aver avuto un immediato riscontro, a partire dal mese di agosto 2020. Come è noto – ricorda Matteo – ad ottobre sono arrivate nuove limitazioni. È stato un momento fondamentale per la crescita del progetto poiché, per cause di forza maggiore, ho iniziato con la consegna a domicilio. Tutto ciò mi ha aiutato a crescere e farmi conoscere ulteriormente. Se escludiamo la Valnerina e la zona di Orvieto sono arrivato praticamente in tutta la Regione Umbria.”

La scelta di investire anche su Terni: “Dalle consegne è emerso che la città aveva risposto in molto davvero positivo. Tanta gente veniva al locale da Terni e il giorno ‘battezzato’ per il servizio delivery si rivelava sempre pieno di ordini. Con tale base di partenza quindi sono riuscito a costruire il progetto concretizzato nell’apertura della seconda attività, lo scorso mese di maggio, in un locale collocato nel pieno centro”. Gli aspetti preponderanti per far decollare Sushi Umbro: “Ho puntato fin dall’inizio tantissimo sulla comunicazione, veicolando i messaggi attraverso i social media. Aiutato da professionisti del settore ci siamo orientati su peculiarità quali originalità e unicità, collegati al discorso Umbria cuore verde d’Italia. Infine aggiungere un tocco di leggerezza o meglio essere estremamente leggeri e scherzosi nella comunicazione”.

Da computare anche il concetto di sostenibilità: “Il materiale utilizzato per il servizio a domicilio è prettamente riciclato”. Una piccola precisazione: “Sono il primo a rendermi conto di non avere la professionalità delle persone che hanno studiato approfonditamente per realizzare il sushi”. Un paragone che vuol far emergere: “Se il sushi è come il tennis, io faccio padel”.

La collocazione e le caratteristiche: “Una zona di grande passaggio. Non paragonabile ad Assisi quello certamente, poiché il centro assisano vive esclusivamente di turismo e non ha una sua connotazione autoctona, sotto il profilo residenziale. Un confronto lo vedo con Foligno dove ci sono due-tre vie commerciali, molto trafficate. Sono estremamente sorpreso dalla vivacità del cuore pulsante di Terni. Ad Assisi lavoro prevalentemente con gli umbri ed il turista, per la mia attività, incide relativamente. E’ stato anche questo il motivo che ha generato il desiderio di allargare l’orizzonte, dettato dal forte riscontro delle persone che vivono in Umbria”.

Una riflessione in chiusura: “Ho sempre creduto che più c’è concentrazione di attività e maggiore è la possibilità di creare sinergie e flusso di clienti”. Soluzioni per incentivare il commercio? “Ipotizzo la creazione di un’area semipedonale, allargando gli spazi per mangiare. Senza creare troppe penalizzazioni ai residenti, potrebbe essere una buona idea”.

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