Tagli al trasporto pubblico: “A Terni si è sempre più costretti ad usare l’auto”

Il Centro Studi Malfatti in una nota torna sulla metropolitana di superficie: “Abbiamo sollecitato le istituzioni locali più volte”

“Abbiamo appreso la notizia del taglio di 3,5 milioni di euro per il trasporto pubblico dal 1 aprile 2020, che si somma a quello dell’estate 2019 di 2 milioni di euro. I tagli porteranno disagi agli utenti e paure ai dipendenti delle aziende pubbliche e private operanti nel settore del trasporto pubblico”. Lo scrive in una nota il Centro studi Malfatti all'interno della quale vengono sollevate altre due criticità. L’isolamento dei centri periferici e il tasso di inquinamento derivato dall’utilizzo dei veicoli.

“I tagli delle corse sarà maggiore in estate o per quelle che collegano centri minori, isolando ancor più le periferie, ricordiamo che sono soprattutto le persone anziane e i pendolari ad avere i maggiori disagi.

I cittadini e i lavoratori delle aziende dovranno accettare le decisioni prese da Busitalia Regione Comuni, senza che abbiano voce in capitolo, si hanno notizie che i sindacati sono sul piede di guerra, ma sembra che non si possa/voglia tornare sulla decisione.

Crediamo che una città come Terni sempre più alle prese con l'inquinamento dovrebbe esserci un maggior servizio pubblico al fine di limitare l'uso del mezzo privato, mentre cosi si è sempre più costretti ad usare l'auto per spostarsi all'interno dell'area urbana.

Pertanto auspichiamo – chiosano dal Centro studi Malfatti - che Regione Provincie Comuni e Aziende di tpl trovino una soluzione per la ristrutturazione funzionale, ma non a discapito dei soli utenti. Alla luce dei fatti ci preoccupa ancor più la fine della metropolitana di superficie (ferrovia Terni-Cesi ndr) opera ferma da anni per la quale piu' volte abbiamo sollecitato le istituzioni locali per il completamento e la messa in funzione dopo che vari proclami di termine lavori e inaugurazioni si sono susseguiti nel tempo”.

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