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Taglio alle classi dell’asilo di Cesi, Palazzo Spada: quando una scuola chiude, una comunità muore

L’intervento dell’assessore comunale Viviana Altamura dopo l’allarme dei genitori degli alunni della scuola dell’infanzia: “Questo territorio ha già pagato molto e se qualcuno immagina di trasformarlo nella cenerentola dell'Umbria, dovrà rivedere i suoi piani”

Il Comune di Terni tiene sotto la lente l’evoluzione della vicenda della scuola dell’infanzia di Cesi. Ad intervenire sulla questione, dopo l’allarme lanciato dai genitori degli alunni, è l’assessore comunale alla scuola, Viviana Altamura, che in una nota diffusa da Palazzo Spada, spiega di essersi “subito attivata per trovare soluzioni”.

“Come comune - dice Altamura - siamo stati informati del taglio delle classi all’infanzia di Cesi da parte di alcuni genitori e dal consigliere Filipponi. Pur essendo un tema su cui purtroppo l’ente comunale non può intervenire, in quanto la formazione delle classi viene decisa da ministero e uffici scolastici, mi sono in ogni caso subito attivata per trovare delle soluzioni. La responsabile dell’ufficio scolastico provinciale di Terni mi ha garantito che avrebbe fatto i dovuti controlli e convocato la dirigente scolastica del plesso in questione. Di certo possiamo dire che il presidio scolastico a Cesi non verrà chiuso e che come amministrazione faremo di tutto perché ciò non accada nemmeno in futuro, perché quando una scuola chiude, una comunità muore”.

In base a quanto denunciato dai genitori degli alunni, per il prossimo anno scolastico la scuola dell’infanzia di Cesi avrà soltanto una classe – invece di due – con in più la presenza di due bambini disabili, quindi in deroga rispetto a quanto previsto dalla normativa.

“Il taglio delle classi di cui è protagonista la scuola di Cesi – dice Altamura - è un problema con cui ci troveremo a fare i conti, purtroppo, sempre più spesso, almeno finché non cambieranno i criteri con cui si formano le classi, che sono ancora quelli del decreto 81, che nessun altro governo tra quelli che si sono succeduti ha mai modificato. E ora, col dimensionamento scolastico alle porte, si rischia davvero molto”.

“Colgo dunque l’occasione – prosegue l’assessore - per chiedere pubblicamente alla Regione di coinvolgere quanto più possibile i comuni e tutte le parti sociali nella discussione inerente al dimensionamento scolastico, che potrebbe vedere l’Umbria perdere diversi istituti scolastici, come già avvenuto con la convocazione dell’incontro consulta istruzione, indetta da Anci Umbria il 2 agosto 2023. Questo territorio ha già pagato molto in termini di organici, come la vicenda di Cesi insegna e penso che se qualcuno immagina di trasformarlo nella cenerentola dell'Umbria con la perdita di scuole, dovrà comunque rivedere i suoi piani”.

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