Tasse occulte e sconosciute, un tributo salato ‘pro capite’ pagato dai cittadini ternani

L’analisi dal CAF UIL dell’Umbria riguarda le seguenti imposte Arisgam, Irba, IPT, Imposta sulle assicurazioni RCA, Tefa

Un tributo pro capite di 79,50 euro l’anno per i cittadini ternani. È l’importo calcolato dal CAF UIL dell’Umbria sulle cosiddette tasse occulte. Come sottolineano dal sindacato i cittadini sono costretti a versare gli i molto spesso non sapendo neanche di cosa si tratta. Tributi dai nomi criptici, acronimi sconosciuti alla maggior parte delle persone e che vengono prelevate a favore di Regioni e Provincie ma pagate inglobate all’interno delle bollette della Tari, sulle assicurazioni dei veicoli a motore o sul consumo del gas metano. Nello specifico Arisgam, Irba, IPT, Imposta sulle assicurazioni RCA e Tefa

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Le imposte ed i costi per i contribuenti

L’Arisgam è una addizionale sul consumo del gas metano e, a differenza di altre regioni, l’Umbria non ha ritenuto di abolirla. Nella nostra regione porta ad un di 2,2 milioni per un importo pro capite di 2,47 euro. L’altra imposta regionale è l’Irba ovvero l’imposta regionale sulla benzina per autotrazione non applicata nel cuore verde d’Italia. Andando a dare un’occhiata alle tasse provinciali spicca quella sulle assicurazioni RCA sui veicoli a motore la quale può essere applicata nella misura base del 12,50%, ma rispetto alla quale è possibile fissare incrementi o diminuzioni dell’aliquota base fino al 3,5%. In Umbria si è optato per una maggiorazione fino al massimo consentito, con l’aliquota finale del 16% (8 milioni e 700 mila euro l’incidenza complessiva su Terni).  A seguire in termini di introito prodotto c’è poi l’Imposta Provinciale sulle trascrizioni (IPT) che garantisce alle casse provinciali dell’Umbria circa 28 milioni di euro, dei quali ben 22 milioni sono appannaggio della provincia di Perugia e sei di quella di Terni.  A chiudere l’elenco c’è poi la Tariffa Provinciale Ambientale Tefa, inglobata all’interno delle bollette Tari. Questo tributo viene commisurato direttamente alla superficie degli immobili sui quali viene calcolata con possibilità di differenziare il prelievo da un minimo dell’1% al massimo del 5%. In palio ci sono per l’erario umbro 8,8 milioni di euro all’anno assegnati per 6,5 milioni alla provincia di Perugia e la restante parte a quella di Terni.

 

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