Teatro Verdi a Terni, Pisa e Petrucci: “Deve essere ricostruito secondo la tradizione di quello all’italiana”

Il duplice intervento di Paola Pisa e Gian Luca Petrucci rispettivamente docente e professore emerito presso il conservatorio di Santa Cecilia

foto di repertorio

Un dibattito acceso, intenso e soprattutto qualificato. Sono numerose le prese di posizioni che ormai animano la discussione sulla riqualificazione del Teatro Verdi. Gli ultimi pareri, in ordine prettamente temporale, sono di Paola Pisa e Gian Luca Petrucci rispettivamente docente e professore emerito presso il conservatorio di Santa Cecilia.

"L’ormai annosa questione legata al ripristino o ristrutturazione del Teatro Verdi di Terni ha evidenziato degli schieramenti opposti sul divenire della storica struttura" affermano Pisa e Petrucci ."La logica imporrebbe di ricomporre l’originale struttura ideata dall’architetto Poletti, altre forze remano in direzione opposta convogliando idee progettuali che sconvolgono non solo l’idea di un Teatro funzionale e polivalente, ma pongono seri dubbi sulla funzionalità effettiva del progetto.

Il teatro ed il Briccialdi

"Terni ha necessità di un vero Teatro che sia luogo di cultura, di aggregazione e di costruttive fattive proposte. Pensiamo solo ad esempio all’importante riconoscimento verso l’Istituto Briccialdi, divenuto Istituto Superiore di Studi Musicali dove poter conseguire lauree di primo e secondo livello, e dunque capace di raccogliere studenti non solo in città, ma anche dall’Italia e dall’estero.

La presenza di un vero Teatro in città - sottolineano - rappresenterebbe la possibilità aggiuntiva di poter svolgere attività specifica di sinergia e realizzare un’orchestra e spettacoli lirici e concertistici ristabilendo una tradizione che voleva i Conservatori sempre in città che disponessero di un Teatro dove espletare qualificanti attività professionali. Non bisogna perdere questa opportunità aggiuntiva che è legata alla ricomposizione di un tessuto culturale della città.

Il Teatro deve essere ricostruito secondo una logica che ricomponga la tradizione del Teatro all’italiana voluta da Poletti che consentirebbe, tra l’altro, di produrre spettacoli di alta qualità sia teatrali sia legati al melodramma, utilizzando anche la presenza di un importante Istituto Superiore di Studi Musicali". 

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