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Teatro Verdi, ancora dubbi: “Il progetto vincitore fa a pugni col bando, vicenda piena di punti oscuri”

Foyer, posti disponibili, norme antincendio e torre scenica: Fiorini (Forza centro) fa le pulci alle “tavole” per la ricostruzione del teatro di Terni. “Rinnovo l’invito all’amministrazione a non procedere”

“È palese che il risultato della giuria fa a pugni con le indicazioni del bando del Teatro Verdi, questa vicenda è piena di punti oscuri”.

Emanuele Fiorini, consigliere comunale di Forza Centro, ha già chiesto “l’annullamento in autotutela del concorso di progettazione” e presentato un esposto alla procura della Repubblica di Terni “in merito alle procedure amministrative seguite ed in particolare in ordine all’apertura delle buste a porte chiuse anziché nella forma pubblica prevista nei documenti di gara, fatto di per sé sufficiente ad invalidare l’intera procedura, nonché ad un presunto conflitto di interessi, in difesa della trasparenza, di quegli studi professionali che hanno partecipato alla gara, degli ordini professionali e della città”.

Ora, sul progetto di ricostruzione del teatro Verdi torna all’attacco in base a “studi di approfondimento” dai quali emergerebbero “contraddizioni tra il bando di concorso per la progettazione e il relativo disciplinare da un lato e il progetto vincitore e la sua relazione illustrativa dall’altro”.

In una nota, Fiorini elenca dunque una serie di contestazioni tecniche che riguardano diversi aspetti del “nuovo” Verdi come ad esempio il fatto che i vincitori del bando – nel loro progetto – non rispetterebbero “il mantenimento dell’intervento del Leoni nell’immediato dopo-guerra in quanto simbolo dello sforzo di ricostruzione post bellica” auspicato da “varie note della Soprintendenza” che “trova riscontro anche dalle risposte ai vari quesiti dei concorrenti da parte del responsabile unico del procedimento, che richiedeva la riconoscibilità di quanto realizzato dall’architetto Leoni nel 1949. Come mai – si chiede Fiorini - questo vincolo posto sul bando non è stato rispettato dai concorrenti vincitori? E gli altri concorrenti che lo hanno rispettato?”.

L’attenzione del consigliere si appunta poi sul “primo stralcio” dell’intervento, “ovvero il teatro ridotto che doveva essere realizzato con la cifra stanziata di 3,2 milioni. Peccato che la scelta del progetto vincitore di collocare il ridotto sotto la sala principale – rileva Fiorini - costringe a spendere cifre ben maggiori e pertanto tale scelta risulta in palese contraddizione con le richieste del bando. Il ridotto sarebbe dovuto essere, sempre secondo il bando, perfettamente funzionante fin dal primo stralcio, ma ciò risulterebbe molto difficile da ottenere in quanto si troverebbe nell’interrato di un cantiere posto ai piani superiori. Dunque durante la seconda fase dei lavori (teatro grande) non sarebbe possibile utilizzare il ridotto poiché si avrebbe un cantiere sopra la testa con relativi rischi e rumori sia durante le prove che durante gli spettacoli. Quindi il foyer, anche se verrà finito, rimarrà comunque inutilizzabile o a mezzo servizio. Per poter completare il ridotto è necessario aver completato tutta la parte strutturale, di consolidamento e di copertura del teatro maggiore, con costi enormemente superiori a quanto previsto nel primo stralcio. Ad aggravare tale ipotesi, il progetto vincitore ha proposto di realizzare anche tutta la parte impiantistica sul tetto del teatro (tra l'altro aprendo un vano tecnico a tasca e a vista nel tetto con soluzione alquanto discutibile nonché probabilmente difforme dal regolamento edilizio) costringendo quindi ad ulteriore spesa per completare tutta la parte tecnologica, tutta la parte di copertura e tutto il consolidamento delle murature esterne che sono quelle più ammalorate e di difficile (e costoso) ripristino come evidenziato nelle relazioni strutturali. In pratica per poter utilizzare il ridotto bisogna aver completato tutto il resto almeno al rustico oltre ad aver completato anche le finiture per lo meno del foyer, scale e così via. Anche la torre scenica sarà da mettere in sicurezza”.

Le note di Fiorini al progetto vincitore non finiscono qui, anzi. “Trattandosi di un edificio antico e comportando questa soluzione scavi (anche in ambito archeologico) i costi dell’intervento sono imprevedibili: diverso è realizzare un corpo ex-novo con costi certi, altra cosa intervenire su un teatro ottocentesco”.

“E come è possibile – si chiede il consigliere - che l’esperto di teatri presente in commissione non si sia accorto che nel progetto vincitore vi era la totale mancanza del sottopalco e la mancanza di una cabina di regia indispensabile in un teatro moderno?”.

“Inoltre alcuni posti laterali della platea hanno una visuale ridottissima del palco, generando forti dubbi sul calcolo dei posti disponibili. Per non parlare dei posti che si perderebbero applicando le distanze imposte dalla normativa antincendi. La profondità del proscenio poi genera una sorta di effetto cannocchiale riducendo di molto la superficie visibile del palco.

E com’è possibile che non si siano accorti della mancanza di vie di fuga conformi alla normativa sui teatri? Infine la non curanza di realizzare la torre scenica vicinissima agli edifici intorno, al di là delle questioni legali relative alle distanze tra costruzioni. Dunque è palese che il risultato della giuria fa a pugni con le indicazioni del bando”.

“Porterò la questione in quarta commissione consiliare – conclude Fiorini - per analizzare tutti questi punti che non sono stati rispettati dal progetto vincitore come richiesto dal bando e se necessario chiederò l’audizione della Soprintendenza per il mancato rispetto del vincolo previsto nel bando. Intanto rinnovo l’invito all’amministrazione a non procedere perché questa vicenda è piena di punti oscuri”.

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