Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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La cura l’ipertrofia della prostata passa per una tecnica innovativa. L’ospedale di Terni ancora più competitivo con il Greenlight

Una patologia strettamente legata all’invecchiamento che colpisce circa il 50% degli uomini tra i 51 e i 60 anni e fino al 90% sopra gli 80 anni

Un nuovo strumento che renderà l’ospedale di Terni ancora più competitivo in tutti gli ambiti della specialistica urologica. Grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni anche all’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ l’ipertrofia prostatica benigna sarà trattata con il laser verde (Greenlight). Si tratta di un trattamento chirurgico mininvasivo che utilizza la tecnica di vaporizzazione in alternativa anche all’intervento endoscopico classico.

“L’ipertrofia della prostata è una patologia strettamente legata all’invecchiamento – afferma la professoressa Elisabetta Costantini, direttore della clinica urologica ad indirizzo andrologico ed uroginecologico – che colpisce circa il 50% degli uomini tra i 51 e i 60 anni e fino al 90% sopra gli 80 anni. Si stima che ne soffrano complessivamente sette milioni di uomini in Italia e più di 110 milioni nel mondo, dati che inquadrano la dimensione della patologia come uno dei grandi problemi dei sistemi sanitari”.

Rispetto alle tecniche chirurgiche maggiormente impiegate, come l’intervento endoscopico classico (TURP: resezione endoscopica transuretrale della prostata), il laser è una tecnica ancora meno invasiva con cui si ottengono gli stessi risultati funzionali per il paziente, ma con una percentuale minore di complicanze. Nella fattispecie minori tempi di degenza e in generale tempi di recupero decisamente inferiori in quanto, grazie alla coagulazione immediata dei tessuti si ha un minore sanguinamento durante l’intervento. 

“Questa nuova metodica – prosegue la professoressa Costantini – ci permette di intervenire in sicurezza su particolari categorie di pazienti come i portatori di pacemaker o anche pazienti ad alto rischio, come quelli con malattie cardiovascolari e della coagulazione, che non saranno costretti a sospendere la terapia anticoagulante e/o antiaggregante prima dell’intervento, proprio perché il laser verde determina l'istantanea coagulazione dei vasi evitando il sanguinamento”.

I primi due pazienti operati dall’equipe della professoressa a fine luglio sono stati dimessi in seconda giornata con grande soddisfazione e ottimi risultati funzionali, e dopo pochi giorni hanno potuto riprendere le più comuni attività quotidiane. La professoressa Costantini e tutta la direzione aziendale ringraziano la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni per il cospicuo contributo elargito per l’acquisizione dello strumento e il suo costante impegno nell’ambito della sanità pubblica e nell’opera di potenziamento tecnologico in favore dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, aspetto di fondamentale importanza per una azienda ospedaliera universitaria vocata all’alta specialità.

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