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Martedì, 28 Maggio 2024
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Terni, piccioni indesiderati nel mirino: “Nuova tecnica di allontanamento per intimidirli”. Intervento e zona del centro interessata

L’assessore Benedetta Salvati annuncia: “Il metodo di lavoro seguito con la falconeria prevede l’impiego di due tipologie di falchi”. L’intervento riguarderà l’area compresa tra piazza del Popolo e largo Volfango Frankl

Una nuova tecnica di allontanamento dei piccioni è in procinto di essere sperimentata. L’assessore ai lavori pubblici Benedetta Salvati ha replicato ad un’interrogazione del capogruppo del Partito democratico Francesco Filipponi, nelle fasi conclusive della consiliatura, annunciando la novità per il centro cittadino. Il consigliere Dem infatti aveva sottoposto all’attenzione del vicesindaco le problematiche afferenti all’invasione dei cinghiali e dei piccioni, in diverse aree del territorio, tra cui l’abitato di Collestatte.

Ad intervenire, in forma scritta, l’assessore Salvati che ha dettagliato l’intervento che riguarderà la zona di centrale di Terni, in particolare l’area compresa tra piazza del Popolo e largo Volfango Frankl. Come è noto, nei mesi scorsi, era stata messa in pratica una tecnica di allontanamento dei piccioni, mediante l’utilizzo di trombette acustiche. La novità in duplice step: “E’ stata programmata una sperimentazione che riguarda l’anno in corso e che si compone di due fasi. Una prima fase intensiva per due mesi con frequenza di tre interventi settimanali (tra voli diurni e notturni) per l’allontanamento temporaneo dei piccioni e degli storni da un’area precisa del centro urbano. Seguirà un programma di mantenimento, che partirà al termine degli interventi intensivi, con frequenza di un intervento settimanale. La tecnica di allontanamento dei piccioni consiste nell'inserimento, in modo controllato, di un predatore naturale all'interno dell'area colonizzata dai volatili indesiderati”.

Focus sul predatore e i benefici attesi: “Tale presenza dissuade ed intimidisce la specie infestante la quale, sentendosi minacciata, è costretta ad abbandonare gradualmente il sito. Se ben attuata rappresenta un’ottima alternativa ai metodi letali. Il metodo di lavoro seguito con la falconeria prevede l’impiego di due tipologie di falchi, detti rispettivamente di “alto volo” e di “basso volo”. I falchi di “alto volo” sono quelli che intimidiscono la specie infestante volando in quota e ricoprendo un ampio raggio, per questo verranno utilizzati nelle ore diurne in particolari punti panoramici o di ampiezza rilevante, per raggiungere ed allontanare gli stormi più numerosi. I falchi di “basso volo” compiono dei piccoli spostamenti da un punto strategico ad un altro ed inseguono la specie infestante per brevi tratti, allontanandola dai luoghi di riparo e nidificazione”.

Sperimentazione in fase di avvio: “La direzione ambiente sta espletando una procedura di gara, per l’affidamento di tale servizio, che verrà svolto nel periodo di aprile-settembre su Palazzo Spada e coprendo l’area compresa tra piazza del Popolo e largo Volfango Frankl. È importante sottolineare che il metodo di intervento non prevede la predazione da parte dei falchi, nei confronti della specie infestante. Pertanto è considerato un metodo ecologico e non cruento in quanto, anche nel caso in cui avvengano predazioni accidentali, si agirà in modo da poter garantire l’incolumità dell’animale attaccato”.

Una doverosa precisazione: “Le azioni di controllo dei volatili indesiderati dovranno essere supportate da azioni di senso civico. I cittadini dovranno astenersi dall’attuare pratiche (dare cibo e favorire il ricovero) che favoriscono la proliferazione degli uccelli infestanti. Tali atteggiamenti potranno essere evitati intensificando campagne di informazione e sensibilizzazione verso pubblico e operatori, fornendo dati etici, contenuti tecnici e scientifici soprattutto finalizzati ad evitare di dare cibo aggiuntivo”.

Infine il vicesindaco specifica che: “Sulla base dei risultati del primo intervento sperimentale, verranno valutate ulteriori aree di intervento ove replicare l’azione di dissuasione puntuale e approntato un piano di intervento di medio-lungo termine”.

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