Abusivi nelle case popolari, scattano i controlli: ecco i primi provvedimenti

Verifiche sulle assegnazioni, mancano i documenti reddituali: dal Comune partono le diffide al “rilascio immediato dell’alloggio”. Oltre il 35% degli appartamenti ha lo stesso proprietario da più di 21 anni

La casa è un diritto. In particolar modo, la casa popolare è un diritto sacrosanto per chi non ha altri mezzi con i quali garantirsi un tetto sopra la testa. Può capitare però che ci sia chi se ne approfitta.

A Terni ci sono 2.364 alloggi popolari, di cui 2.119 sono di proprietà dell’Ater, 239 del Comune e 6 del Demanio. Gli assegnatari sono complessivamente 2.044. Nella maggior parte dei casi (oltre il 35%) gli alloggi hanno lo stesso assegnatario da un periodo compreso fra 21 e 40 anni. Sempre dalle statistiche Ater emerge che 398 assegnatari sono titolari di un appartamento da 5 anni, 415 da 6 a 10 anni, 33 da 11 a 20 anni e 173 da oltre 40 anni.

Può capitare dunque che i requisiti che si possedevano quando l’alloggio è stato assegnato, nel tempo siano decaduti. Per questo la normativa regionale in materia di edilizia residenziale pubblica prevede, tra l’altro, che possa essere avviato il procedimento di decadenza dell’assegnazione nei confronti di chi “non   abbia   prodotto   anche   per   un   anno solamente la documentazione richiesta per l’accertamento della situazione economica del nucleo familiare e degli altri requisiti per la permanenza”.

Procedura che è stata avviata – al momento – nei confronti di tre soggetti (tutti e tre assegnatari di alloggi Ers in città) dopo che l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale aveva segnalato agli uffici di Palazzo Spada la “mancata presentazione della documentazione reddituale per due anni di fila”.

Nei confronti degli assegnatari è stata dunque pronunciata la “formale decadenza dell’assegnazione” proprio in base a quanto previsto dalla normativa di riferimento.

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