Terni ad alta velocità, l’ipotesi Orte divide: “Notizia importante”. “No, un danno per la nostra città”

Trenitalia apre alla possibilità di far fermare il Frecciarossa nello scalo laziale, Nevi (FI): poi lavoreremo su un altro treno e sui possibili collegamenti. Simonetti (M5S): finta vittoria, frutto di ventre molle e mancanza di visione

Orte o non Orte, questo è il dilemma. Se sia più utile lavorare sull’ipotesi di una fermata del Frecciarossa nello scalo laziale oppure sbattere i pugni sul tavolo: l’alta velocità deve fermarsi a Terni.

La politica si divide sulla possibilità, anticipata dal sindaco di Orte, Angelo Giuliani, che vedrebbe Trenitalia e Rfi disponibili a lavorare su una fermata dell’alta velocità nello scalo laziale. Si tratta di una ipotesi tutta da costruire, con alcuni dettagli che sembrano però già noti: il convoglio arretrerebbe da Firenze ad Orte e partirebbe alle 4.47 del mattino per arrivare a Milano in tre ore.

“Chi oggi da Terni va a Milano con l’alta velocità – ragiona Raffaele Nevi, deputato di Forza Italia – deve raggiungere Roma entro le 5.30 del mattino. Quindi, questa di Orte mi sembra una notizia importante che agevola gli utenti perché garantisce di arrivare a Milano e avere davanti l’intera giornata lavorativa visto anche che il treno di ritorno arriverebbe ad Orte intorno alla mezzanotte. Dobbiamo tutti quanti muoverci, spingere per costruire la fattibilità di questa soluzione. Una volta che avremo ottenuto la fermata, potremo lavorare per un altro treno in un orario diverso, per i collegamenti. Forza Italia – aggiunge Nevi - metterà alla base del programma per le Regionali questa richiesta: appena vinceremo le elezioni ci attiveremo per questo progetto”.

Di parere opposto e il consigliere comunale di Terni del Movimento 5 Stelle, Luca Simonetti che parla del Frecciarossa da Orte come di “un danno alla nostra città, l’ennesima rapina, perché tutti sanno che quel treno deve partire da Terni”.
“Esaltarsi per questa finta vittoria – scrive Simonetti in un post su Facebook – è l’ennesima prova del ‘porettume’ della politica e della classe dirigente di questa città. Non c’è un solo motivo logico o tecnico che regga, solo tanto ventre molle e mancanza di visione. Spero che i soldi dei cittadini umbri non finiscano per dare forza a questa angheria, soprattutto perché i problemi del trasporto su rotaia sono variegati e complessi e a questo punto tanto vale migliorare con le risorse a disposizione la qualità della vita dei nostri pendolari e cittadini”. Simonetti anticipa poi che il M5S avanzerà “presto” una richiesta di accesso agli atti “per vedere quanto ha fatto il Comune di Terni per tutelare i diritti della nostra città come deliberato dal consiglio comunale”.

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