“Allagamenti a Borgo Rivo, ecco le cause. Ma per risolvere la situazione servono almeno dieci milioni”

Terni, l’assessore Salvati dopo le critiche dell’opposizione: il problema della zona nord della città dipende da scelte urbanistiche di decine di anni fa. E in via Bramante il disagio è stato temporaneo: colpa dei topi

Dopo le bombe d’acqua, le bombe delle polemiche. A cui l’assessore Benedetta Salvati risponde citando elementi tecnici e politici attraverso i quali è possibile dare una lettura che chiarisca perché la zona nord della città vada in sofferenza in presenza di eventi atmosferici importanti, come accaduto nelle ultime ore.  

“In zona Borgo Rivo – scrive l’assessore del Comune di Terni in un post su facebook - il problema degli allagamenti deriva innanzitutto dalle scelte urbanistiche compiute decenni fa e dal mancato adeguamento della rete fognaria di scarico, rispetto al maggior carico urbanistico. Questa rete fognaria è in parte ancora mista, con le acque bianche e le acque nere: in occasione di forti temporali o bombe d’acqua si arriva a una saturazione della sezione idraulica, con la fognatura che va in pressione facendo saltare i chiusini”.

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“La situazione è stata infine aggravata dalla realizzazione di alcuni sottopassi ferroviari per la metropolitana di superficie, mai terminata (un fatto sconvolgente) con le relative opere neanche collaudate. Non si tratta dunque di un problema di manutenzione ordinaria – spiega l’assessore - quanto piuttosto di una questione infrastrutturale che quel quartiere si trascina dietro da anni”.

“Cosa si sarebbe potuto fare, cosa si sta facendo? Certo, si sarebbe potuta programmare meglio l’urbanizzazione di quell’area oggi a forte densità abitativa. Chi ha amministrato la città per vent’anni consecutivi, nonché per i decenni precedenti al 1993, ha avuto tutto il tempo per farlo. Si sarebbe potuto intervenire con i mutui, quando l’ente non era in dissesto. Purtroppo in passato però, in molti casi, in questa città, si accendevano mutui, ma gli amministratori non erano in grado di portare a termine, o addirittura di avviare, gli interventi: e anche questo è abbastanza sconvolgente”.

“Ora, in una situazione completamente diversa, abbiamo ritenuto di procedere con il monitoraggio delle condizioni di contesto delle infrastrutture per un programma di adeguamento delle reti con la separazione delle acque bianche e nere e la realizzazione di scolmatori di massima piena. Per questo continuiamo a confrontarci con il Servizio Idrico Integrato con il quale ho in programma di convocare una riunione la prossima settimana, se la situazione della pandemia ce lo consentirà. I finanziamenti necessari per un intervento risolutivo sono comunque ingenti e si aggirano secondo i tecnici di circa 10 milioni di euro”.

Il post serve a Salvati anche per spiegare il perché degli allagamenti in via Bramante: “Il problema di allagamento che si è manifestato è stato temporaneo, come mi riferiscono i tecnici e legato all’interruzione di energia in una stazione di sollevamento. I cavi erano stati rosicchiati dai topi e ora l’impianto che era andato in blocco è stato ripristinato”.

“Incomprensibile, soprattutto da parte del Pd, appare l’attacco che ci viene rivolto sulla gestione del verde pubblico come concausa degli allagamenti. Ci tengo a precisare che per la situazione di dissesto e d’indebitamento dell’ente, non certo causata da noi, per la gestione del verde abbiamo potuto investire un totale di circa 420mila euro per tutto l’anno. I tecnici ci dicono che per un Comune come il nostro la cifra necessaria sarebbe di oltre un milione e comunque, negli anni precedenti alla nostra amministrazione, per la manutenzione del verde s’impiegava almeno il doppio. Nonostante il taglio drastico, grazie all’impegno dei nostri tecnici e delle ditte incaricate, stiamo lavorando a pieno regime, eseguendo anche lavori di potatura che non venivano fatti da anni e che si sono resi ora indispensabili per la fruizione in sicurezza di alcune aree pubbliche. Personalmente, ci tengo a dirlo, controllo ogni giorno gli interventi, cercando di trasferire ai tecnici e alle ditte tutte le segnalazioni che mi arrivano, proprio perché vogliamo restituire alla città quel decoro che Terni non aveva più a causa dell’amministrazione di coloro che oggi ci accusano di essere incapaci”.

Un ragionamento, questo, che porta Salvati a replicare – politicamente – alle accuse, sottolineando che “sulle situazioni di disagio e sugli allagamenti che si verificano da molti anni specie nella zona nord della città in occasione di eventi atmosferici straordinari, più che manifestare sconvolgimenti, occorre riflettere, individuare tecnicamente le cause e l’origine, studiare i rimedi, capire come ottenere, se ci sono, i finanziamenti necessari per gli interventi. In questi termini sono pronta a confrontarmi con chiunque”.

“Mi riesce difficile farlo con chi, come sempre più spesso capita, vuol buttarla in caciara per fini politici. Ho molto rispetto per le opposizioni, come pure per tutti i cittadini che ci danno consigli o che ci muovono critiche. Allo stesso tempo pretendo da loro uguale rispetto. Non sempre questo accade specie da parte di alcuni oppositori che erano alla guida della città fino a due anni fa e da parte dei loro nuovi alleati”.

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