Ecco il “nuovo” Fat: la casa di cibo, musica e cultura

Inaugurato l’Art Club, Caromani: l’ho rilevato perché vorrei ridare vita a questa città. Le foto della serata inaugurale

“Puoi fare qualsiasi cosa se hai entusiasmo”. Era il 16 gennaio quando Andrea Caromani postava questa frase sul suo profilo Facebook. Non una frase fatta. Pochi giorni fa. Andrea sapeva benissimo cosa intendeva dire quel 16 gennaio. Chi lo conosce lo sa. Si è messo in sfida dopo aver fatto centro in piazza dell’Olmo. Doveva però andare oltre, una mira non da poco: il Fat dell’ex Siri, all’interno del Caos, quello che oggi, che piaccia o no, è l’unico, polo culturale della città. C’è l’unico teatro, ci sono mostre, un museo e il Fat, il locale dove ritrovarsi, un luogo significativo per la città, senza dubbio, ma a cui forse mancava qualcosa. Di entusiasmo ne ha da vendere Andrea. E non solo a parole. Due giorni dopo quel post su Fb lo ritroviamo proprio lì, al Fat, ora Fat Art Club. Una decisione “grossa”, ma ponderata.

Andrea Caromani, per chi non lo sa, da tempo gestisce l’Urban, locale-ristorante in piazza dell’Olmo, non solo birra ma anche hamburger fatti a mano, perfino col polpo e con i gamberi se si preferisce il pesce, primi gustosi così come i dolci. Di buona cucina, insomma, sembra intendersi e il pubblico che lo segue, non poco, gliene rende atto. Un giovane che però ha deciso di andare oltre e rilevare, insieme ad altri amici e colleghi, quel Fat con tutto quel suo passato, pur recente, ben preciso. “L’abbiamo rilevato perché vogliamo ridare vita a questa città partendo proprio da qua, dal Fat, che è un luogo importante e significativo - dice -  qua c’è storia e cultura, si respira nell’aria, e per questo ho voluto comprare alcuni degli arredi di quello che era il teatro della città, il teatro Verdi (gli arredi del Verdi sono stati messi all’asta dal Comune, ndr). Abbiamo portato dentro il locale 60 poltroncine del Verdi per farle rivivere nella sala chiamata appositamente ‘sala teatro Verdi’. Il nostro percorso culturale – conclude - non deve morire”.

Nel Fat quindi ci sono le poltrone di velluto rosso fuoco che erano all’interno del Verdi, ma ci sono anche i tendaggi di quello che era il teatro dei ternani. “Il Fat Art Club da oggi è lounge bar e ristorante – aggiunge -  e ha un unico scopo: la valorizzazione dell’arte, della musica e della ristorazione, a dispetto del suo nome”. Un locale agile, insomma, dall’identità versatile e dinamica: è cocktail bar per l’aperitivo, ristorante a cena. Una sfida enorme, una sfida che Andrea ha voluto con forza e sacrificio e che ora si affianca al “suo” Urban. Alla serata inaugurale, giovedì, c’era anche il vicesindaco nonché assessore alla Cultura Andrea Giuli: “Una bella iniziativa – ha detto – l’intraprendenza di alcuni giovani imprenditori della nostra città è un esempio molto valido per tutti, questo è un luogo che ha un importante significato, in questo luogo si deve respirare cultura e, dunque, vita”.

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In tanti giovedì sera hanno preso parte alla serata inaugurale tra buon cibo e ottima musica. Con Andrea c’è uno staff consolidato come Cinzia Gasperoni, noto nome della ristorazione locale e nazionale, che al Fat curerà con passione e attenzione i dettagli del buon cibo. Nel team anche Jacopo Borghetti e Andrea Leonardi. “Ci saranno le serate, buon cibo e tanta musica live, soprattutto buon gusto e qualità”, promette Andrea. Non resta che seguirlo insieme al suo staff.

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