“Ecco perché Terni deve essere riconosciuta area ambientale complessa”

Emendamento alla legge di bilancio proposto dal deputato di Forza Italia, Raffaele Nevi: così la città dell’acciaio può avere progetti e risorse

“L’Italia deve rimanere una delle grandi potenze industriali del mondo, ma questo obiettivo si può raggiungere solo attraverso una maggiore attenzione al tema dell’impatto ambientale delle produzioni, anche alla luce della forte antropizzazione del territorio nazionale e ad una crescente sensibilità in tema di attenzione alla salute e tutela dell’ambiente”.

È questo il passaggio conclusivo della relazione tecnica che accompagna l’emendamento proposto dal deputato di Forza Italia, Raffaele Nevi (primo firmatario di un atto condiviso dai parlamentari Giacometto, Cortelazzo, Ruffino, Prestigiacomo, Labriola, Mazzetti, Casino, Porchietto, D’attis e Polidori) alla legge di bilancio 2019.

Il provvedimento introduce l’articolo 69 bis e definisce e individua le cosiddette “aree ambientali complesse”, ossia quelle zone che rispondono a determinati requisiti e che potrebbero godere di una serie di risorse finanziarie.

“Questo atto arriva al termine di uno studio approfondito e complesso – commenta Nevi – che tiene conto sia della salvaguardia industriale del territorio che della necessità di intervenire a tutela dell’ambiente”.

Nell’atto coesistono dunque due elementi. Da una parte i “siti produttivi storici e di elevata valenza per la produzione nazionale di prodotti di base e strategici come ad esempio l’acciaio” che però insistono soprattutto in quei territori “maggiormente esposti all’inquinamento da PM10”.
“Riteniamo perciò necessario – è illustrato nella relazione - che vi sia una attenzione particolare con l’individuazione di criteri oggettivi che consentano di mettere in campo uno sforzo aggiuntivo dello Stato per queste aree strategiche con interventi a sostegno di politiche ambientali mirate al raggiungimento di riduzioni accettabili dei valori di PM10 e degli altri pericolosi inquinanti dell’aria. Ciò anche per evitare la nascita di movimenti di protesta che spesso generano un forte sentimento anti industriale che rischia di compromettere la produzione di prodotti strategici per il Paese, come ad esempio l’acciaio, l’energia elettrica, anche a seguito del trattamento dei rifiuti”.

Quattro saranno dunque i criteri da seguire per individuare le aree ambientali complesse: una popolazione residente superiore a 100mila abitanti; la presenza di impianti siderurgici, di combustione e di smaltimento rifiuti impattanti sotto l’aspetto ambientale e sanitario e sottoposti ad Autorizzazione integrata ambientale; criticità ambientali, quali la qualità dell’aria e una concentrazione media elevata di PM10; presenza di un sito di interesse nazionale (SIN). Lineamenti che disegnano il volto di Terni.

Certo, sarebbe ottimistico – e irreale – immaginare che in Italia condizioni di criticità ambientale si trovino soltanto nella città dell’acciaio. Ma è evidenti che Terni ha le “carte in regola” per rientrare nel range delle aree destinate a beneficiare degli effetti della legge.

Che, nel caso venisse approvata, istituirà “per gli anni 2019-2021, un fondo con una dotazione di 80 milioni di euro per ciascun anno, quale contributo statale per l’attuazione di interventi organici a favore delle aree ambientali complesse, ai fini della predisposizione di un efficiente monitoraggio ambientale e sanitario; di iniziative per favorire la mobilità sostenibile e il trasporto pubblico a più basse emissioni; la riduzione delle emissioni degli impianti di riscaldamento degli edifici pubblici e privati; gli interventi di bonifica e riqualificazione ambientale delle aree SIN o SIR; benefici per ridurre le più pericolose emissioni inquinanti dagli impianti industriali presenti”.

Fornire cioè a Terni gli strumenti per contrastare la piaga dello smog e allo stesso tempo entrare in un futuro prossimo in cui le tematiche ambientali vadano di pari passo con l’evoluzione tecnologica ed industriale del territorio.

“Certo – dice Nevi – ora la palla passa alla maggioranza. Ho avuto un confronto con il sottosegretario Gava che ha apprezzato la bontà dell’atto. Ed ho condiviso con gli amici della Lega la necessità di andare avanti per la salvaguardia dell’industria ternana e per la salute dell’ambiente e dei cittadini”.  

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