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Trecento famiglie “prigioniere” in casa loro, arrivano i soldi contro le barriere architettoniche

Risorse bloccate dal 2002, adesso il ministero stanzia i fondi. L’impegno della Regione: entro il 2020 saranno soddisfatte tutte le domande

C’è un impegno e una data: entro il 2020 potranno essere finanziate tutte le domande inevase per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati.

L’annuncio arriva dall’assessorato reginale alla casa che ha individuato in poco meno di 11 milioni di euro i fabbisogno complessivo per l’Umbria. “L’auspicio – dicono da Palazzo Donini -  è che, grazie alle risorse stanziate dal ministero delle infrastrutture per il quadriennio 2017-2020, pari a 11 milioni di euro, si potranno finanziarie entro il 2020 tutte le domande inevase, comprese quelle presentate fino a marzo dell’anno in corso”.

Secondo l’assessorato in Umbria le domande “accolte e ancora da soddisfare” sono poco oltre il migliaio. Nel Ternano, la lista si allunga fino a circa trecento famiglie in attesa visto che è dal 2002 che la legge 13/’89 (“Disposizioni per favorire il superamento e la eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”, che dovrebbe garantire contributi dello Stato per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati) non viene finanziata.   

Dal 2002 al 2016, la Regione, con risorse proprie, ha cercato di supplire alla mancanza di fondi statali. “Ad oggi – precisano dall’assessorato regionale alla casa - circa cinque milioni di euro sono stati destinati per finanziare le domande presentate dal 2007 al 2013. La rimanente quota di circa sei milioni di euro per le annualità 2019-2020, aggiunta alle risorse proprie che la Regione Umbria ha reso disponibili con la legge regionale 19/2002, consentirà di azzerare tutte le domande in graduatoria presentate fino al marzo 2019. Il finanziamento di questi interventi che migliorano la qualità delle vita delle persone in difficoltà e delle loro famiglie, rappresenta per la Regione una priorità. Di conseguenza, poter dare una risposta positiva alle domande è motivo di grande soddisfazione”.

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