Conti in rosso all'Asm, l'Usb lancia l'allarme: assunzioni a rischio

Il sindacato sul piede di guerra: "L'amministrazione comunale vuole scaricare i suoi debiti sulle società partecipate"

L'Asm di Terni

Il bilancio dell'Asm chiude in perdita e il sindacato scende sul piede di guerra. Un "rosso" di circa 3,4 milioni, come aveva anticipato Terni Today, dovuto a una partita di crediti ritenuti inesigibili che l’azienda vantava da diversi anni nei confronti del Comune di Terni e per i quali si è deciso lo stralcio che provoca la reazione polemica dell'Usb. "Una situazione allarmante - dicono dall'Usb - che segna un forte arretramento rispetto ai risultato delle politiche portate avanti negli ultimi anni e che hanno visto il progressivo risanamento dei conti di bilancio dell’Asm che ha chiuso i propri conti sempre in attivo, condizione che ha permesso e rese sostenibili alcune scelte aziendali strategiche, quali l’avvio di diversi progetti di riorganizzazione dei servizi e la stessa politica di incremento assunzionale, effettuata con le ultime assunzioni frutto di un bando di concorso pubblico, per il servizio porta a porta della raccolta differenziata, del quale recentemente è stata decisa la proroga della graduatoria degli idonei".

Per il sindacato è "evidente la chiara volontà dell'amministrazione comunale di 'alleggerire' la situazione debitoria dell’ente pubblico, scaricandone il peso sulla partecipata. Vorremmo comprendere appieno i presupposti contabili che hanno guidato e consentito questa operazione e, soprattutto, analizzare nel dettaglio le conseguenze della scelta imposta, che rischia di far saltare le assunzioni per i vari servizi ove queste necessitano".

L'Usb sposta poi l'attenzione anche sulla situazione dei 60 lavoratori interinali addetti alla raccolta differenziata "che, alcuni dei quali oramai da 7 anni e dopo aver cambiato ben 5 agenzie Interinali, si vedono ripetutamente prorogare i contratti di lavoro, stante la necessità del loro utilizzo all’interno del servizio di raccolta rifiuti. Oggi, dopo l’emanazione del Decreto Dignità, anche a causa di forzature interpretative, tali lavoratori rischiano concretamente di perdere la propria occupazione lavorativa, con conseguenze drammatiche sulla loro condizione personale e familiare, con riflessi decisamente negativi sulla continuazione di un servizio essenziale come è quello della raccolta dei rifiuti".

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"L’amministrazione - proseguono - deve chiarire nel più breve tempo possibile anche questo importante aspetto e quali siano le scelte strategiche che vuole portare avanti a garanzia della piena occupazione e della sostenibilità di servizi strategici per il territorio. Prorogare i contratti in essere per il tempo necessario a sviluppare un nuovo concorso che, unitamente allo smaltimento delle posizioni nella graduatoria esistente che risultano tuttavia insufficienti, permetta la piena stabilizzazione dei posti di lavoro oggi precari, è a nostro avviso un dovere morale di questa azienda. Non vorremmo, come purtroppo troppo spesso accade, che alla fine siano solo questi a pagare le conseguenze di scelte scellerate, passate, presenti e future. Come sindacato - concludono - abbiamo sempre auspicato un rafforzamento delle aziende pubbliche locali, con scelte anche coraggiose ed innovative, che rompano i vecchi paradigmi liberisti che hanno desertificato il nostro Paese delle principali aziende strategiche. Ecco perché ci siamo opposti al progetto di privatizzazione di Asm, che risulta al momento congelato, ma le cui tinte fosche restano tutte sul piatto della politica.

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