Camera di commercio, l'asse FI-Lega riparte da Terni

Approvato l'atto di indirizzo proposto dalla maggioranza che impegna il sindaco a chiedere alla Regione di sospendere l'iter di accorpamento e al Parlamento di discutere le proposte di legge di azzurri e Carroccio

La Camera di commercio di Terni

Le sorti della Camera di commercio di Terni riavvicinano anche a Roma Forza Italia e Lega. Tiene infatti insieme i disegni di legge degli azzurri e del Carroccio contro l'accorpamento degli enti camerali - compresi quelli umbri - l'atto di indirizzo della maggioranza di centrodestra approvato oggi pomeriggio in consiglio comunale con il voto favorevole di parte delle opposizioni (Angeletti di Terni Immagine e Gentiletti di Senso civico) e l'astensione di Pd, Cinque stelle e della ex forzista D'Acunzo che ha fatto proprie del gruppo misto le critiche sollevate dall'altro ex azzurro Brizi. 

Nel documento si citano dunque sia la proposta firmata dai deputati di Fi, Raffaele Nevi e Mauro D'Attis, che prevende la facoltà  per le Regioni, su proposta di Unioncamere e sentite le organizzazioni imprenditoriali, di  recedere dagli accorpamenti già effettuati o in corso, che quella depositata in Senato dal leghista Gianfranco Rufa che punta a rendere  l'accorpamento non più obbligatorio ma facoltativo. 

L'atto, presentato dalla capogruppo di FI Lucia Dominici e sottoscritto dagli altri capigruppo della maggioranza, impegna quindi il sindaco e la Giunta "ad avviare subito un confronto con la Regione affinché interrompa l’iter di accorpamento delle Camere di Commercio di Perugia e Terni, in considerazione, oltre che del provvedimento di sospensione concesso dal Consiglio di Stato sopra richiamato, anche del deposito di diverse proposte di legge di modifica della legge sull’accorpamento degli enti camerali". Ma si chiede anche di "inviare la risoluzione del consiglio comunale al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Mise scrivere al presidente della Camera e del Senato affinché calendarizzino nel più breve tempo possibile le proposte di legge depositate nei due rami del Parlamento".

"Il Consiglio ha dato una risposta forte e unanime alle aspettative della città e delle imprese ternane - commentano dalla maggioranza - un passo decisivo per la difesa del territorio dall’impoverimento amministrativo".

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Dominici (FI): "Rammarico per il voto dei 5 Stelle"

"Va assolutamente contrastato e interrotto questo processo di spoliazione che sta privando la nostra città di molti centri direzionali - commenta la capogruppo di FI a palazzo Spada, Lucia Dominici - è necessario far recuperare alla nostra città un ruolo da protagonista all’interno della Regione. Questo dimagrimento degli apparati amministrativi pubblici, imposto dal legislatore, che prevede l’accorpamento delle Camere di Commercio regionali incide negativamente sul tessuto economico cittadino, con gravi ripercussioni sulle imprese, poiché non tiene assolutamente conto delle peculiarità del territorio. Siamo quindi molto soddisfatti dell’approvazione dell’atto di indirizzo presentato oggi insieme agli alleati della maggioranza, perché rappresenta un ulteriore passo avanti contro una politica che non ha mai messo al centro le esigenze reali delle imprese e dei cittadini. L’unico rammarico è che il Movimento 5 stelle, che è forza di governo nazionale e ha la guida del ministero dello Sviluppo economico, non abbia votato a favore".

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