Terni, assembramenti e atti vandalici al parco: abitanti esasperati

L’area verde dell’ex-Sice è ogni giorno frequentata da gruppi di ragazzi senza mascherina, molti i danneggiamenti agli arredi urbani

Lo scorso anno il problema principale riguardava la manutenzione del parco. Oggi, dopo la scadenza del patto di collaborazione con il Comune, avvenuta il 31 maggio, le questioni da affrontare per il parco ex-Sice sono anche altre.

A sollevare il problema è il Comitato dei condomini Parco La Mola, circa di 260 famiglie le cui abitazioni si affacciano su una grande area parco ad uso pubblico, la cui manutenzione è stata abitualmente affidata al Comitato stesso.

Ma ora, appena usciti dal lockdown, il problema non è solo il rinnovo del patto di collaborazione e i dubbi sulla possibilità di rinnovarlo a causa del reperimento dei fondi minimi necessari. “Ormai tutti i giorni – afferma il presidente del Comitato – nel parco si creano assembramenti di tanti ragazzi, circa una ventina, che non solo non indossano le mascherine, ma che schiamazzano e danneggiano gli arredi urbani che, con molta fatica, stiamo cercando di ripristinare. Questa situazione ci preoccupa per più motivi: intanto, la chiusura serale prevista per il parco la Mola (prospicente all’ex-Sice, ndr) fa sì che tutti si riversino qui, non essendoci cancelli da chiudere. Inoltre, tutte le mattine troviamo i cestini della spazzatura pieni, oltre a cartoni della pizza e bottiglie lasciati in giro. Se non fosse possibile rinnovare il patto di collaborazione ci troveremo in una situazione difficile per la gestione dell’area e il parco sarebbe invaso dalla sporcizia. Siamo riusciti a recuperare la situazione del taglio dell’erba che in questi mesi era letteralmente sfuggita di mano, ma non possiamo continuare così”.

A poco sono servite le segnalazioni alle forze dell’ordine: “Oltre allo “scarica barile” rispetto alle competenze – continua il presidente del Comitato – ci dicono che in città ci sono situazioni più gravi rispetto agli assembramenti. Ma allora, cosa dobbiamo fare? Non credo sia una giustificazione valida”.

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