Caccia, aumenta la tassa per i cinghialari: scoppia la protesta

Nella quota di iscrizione all'Atc finisce anche la ripartizione dei danni causati dagli animali, le squadre che non pagano resteranno fuori. Federcaccia attacca: "Scelta discutibile e vessatoria". Oggi vertice in Regione

Aumenta la quota di iscrizione all'Atc per i cacciatori che ora devono pagare i danni causati dai cinghiali. Una cifra ripartita tra le varie squadre di cinghialari in base al numero dei capi abbattuti nella scorsa stagione venatoria che le doppiette dell'Umbria si sono viste caricare sull'iscrizione annuale all'Ambito territoriale di caccia 1 e 3, quelli di Perugia e Terni, e che ha fatto scoppiare le proteste in tutta la regione. Anche perché chi non si adegua rischia ora, con l'apertura ufficiale della stagione ormai alle porte, di vedersi togliere il settore di caccia assegnato a favore di altre squadre.

Oggi le associazioni venatorie dell'Umbria - FederCaccia, EnalCaccia, ArciCaccia, Anuu e Urca - incontreranno l’assessore regionale, Fernanda Cecchini, per cercare di raggiungere una soluzione. "La disposizione - spiegano nel dettaglio da Federcaccia Terni rientrerebbe, secondo gli Atc, nel rispetto dell’articolo 4 comma 5 della legge regionale 5/2010 e parte del regolamento 34/199 e successive modifiche dell’articolo 12 comma 1 bis lettera G, e nei Piani di Gestione. Una scelta discussa e discutibile sia dal punto di vista procedurale, sia dal punto di vista gestionale della caccia al cinghiale specialmente quando si fa riferimento alla ridistribuzione dei settori in caso di mancato pagamento della quota richieste. Un quadro alquanto lontano dallo spirito di collaborazione che inizialmente si era posto alla base di una gestione efficace ed efficiente dei territori umbri. Specialmente dell’Atc3 Ternano - Orvietano".

Secondo la FederCaccia di Terni "la normativa cui fa esplicitamente riferimento l’Atc3 richiede l'adozione del Piano di gestione annuale della specie per distretto. Di conseguenza ci si chiede come sia possibile definire Piano di gestione quelle considerazioni sugli abbattimenti, tanto più che il citato articolo 12 bis descrive puntualmente le sei complesse ed articolate azioni da compiere per redigere un piano. Pertanto sarebbe interessante un confronto tra tecnici qualificati se si evincesse dall’elaborato quale tecnico abbia agito per conto dell’Atc3. Ancor meno si comprende come possa aver approvato tale atto la dirigenza regionale senza minimamente rilevare I’assoluta inadeguatezza, e quindi appropriatezza, del cosiddetto Piano. Evidentemente si è preferito solo completare un iter amministrativo che consentisse all’Atc3 di richiedere somme con una parvenza di legittimità. Consideriamo ciò un fatto grave in quanto il Piano di gestione del cinghiale, da anni reclamato con forza da FederCaccia Umbria, è uno strumento fondamentale per gestire effettivamente la specie, renderla compatibile con l'ambiente e l'agricoltura, per evitare I'insorgere di conflitti tra varie forme di caccia".

Dall'associazione dei cacciatori arrivano anche le critiche alla gestione dell'Atc3 che "continua a esercitare le proprie funzioni in un limbo normativo e rappresentativo che dovrebbe essere chiarito e risolto quanto prima. Soprattutto quando ad emergere sono elementi determinanti per l’efficacia delle disposizioni, ovvero la partecipazione e la condivisione degli atti. Come è possibile pensare di redigere un vero Piano di gestione, e poi realizzarlo - proseguono - senza il minimo confronto con gli attori principali della questione quali sono le associazioni agricole e venatorie ed i soggetti che intervengono nel prelievo, cioè gli operatori? Addirittura nella stessa lettera inviata dall’Atc3 alle squadre si “assegnano” distretti e settori, talvolta modificando l’assegnazione rispetto all’anno precedente: con quali criteri “innovativi e riservati” è stato fatto? Con chi sono state partecipate queste scelte?"

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Federcaccia chiede dunque di ritirare gli aumenti definendo "lesiva e vessatoria" la posizione dell'Atc3 che, scrivendo ai cacciatori, ha fatto sapere che il mancato versamento della quota di iscrizione, fissato come termine ultimo per oggi 25 settembre, comporterà “la ridistribuzione dei settori alle altre squadre”. 

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