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Bolletta rifiuti, dai contatori inutilizzati alla maxievasione: rischio aumenti per famiglie e imprese

Terni, il bilancio di Asm: mancano all’appello quasi 14 milioni di euro di fatture non pagate, già mezzo milione di buco per la Taric 2021. Gli altri crediti dell’azienda che potrebbero finire nelle bollette

La bolletta dei rifiuti a Terni, dice un recente studio della Uil, è la seconda in Italia per incrementi tra 2020 e 2021. Il conto medio si aggira intorno a 327 (+27,4% dal 2020 e +19% dal 2017). Ma le fatture potrebbero ricevere- a breve – un ulteriore ritocco. Ovviamente, all’insù.

Questo perché ci sono delle voci nel vasto panorama dei crediti che Asm – la società partecipata dal Comune di Terni che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dell’immondizia – che possono esere recuperate “tramite la tariffa”.

È così ad esempio per i circa 1,2 milioni di euro che sono relativi al valore dei vecchi contatori elettromeccanici sostituiti dalla municipalizzata tra il 2009 e il 2011, inseriti all’interno del bilancio 2021 dell’azienda sotto la voce “altre immobilizzazioni immateriali” che “accoglie il valore netto contabile dei contatori elettromeccanici dismessi a seguito della sostituzione con misuratori di tipo elettronico effettuata nel corso del 2099, 2010 e 2011 (...)”. “Tali cespiti”, è scritto nel documento, hanno un “valore residuo pari a 1.195.303 euro”. L’Arera consente il recupero integrale del relativo valore tramite la tariffa a condizione che siano mantenuti a libro cespiti fino al completo ammortamento degli stessi.

Ben più consistente è la voce relativa ai crediti verso clienti per la tariffa di igiene ambientale fatturata ai contribuenti di Terni nel periodo primo gennaio 2006-30 giugno 2014 per un valore complessivo di 13.569.747 euro. Rispetto a questa somma, il bilancio aziendale spiega che una parte di questi crediti “saranno, nel corso degli anni a venire, oggetto di passaggio a perdita e contestuale riaddebito agli utenti per effetto dei meccanismi che ne garantiscono il recupero attraverso la tariffa ed includono i crediti verso Ast pari a circa 6 milioni di euro. Sono in atto alcuni contenziosi, alcuni dei quali pendenti presso la Corte di cassazione”.

La “furbizia” degli evasori ricadrà sulle tasche di tutti quegli utenti in regola con i pagamenti, sommando a questa cifra anche i mancati incassi relativi alla Taric 2021. Il credito nei confronti dei cittadini dei comuni gestiti da Asm ammonta a 6,7 milioni, quello dei cittadini residenti nei comuni gestiti da Cns è di 2,7 milioni. “In riferimento all’importo dei crediti Taric gestione Asm – spiega il documento - si precisa che, alla data di approvazione del bilancio 2021, mezzo milione di euro non risulta ancora scaduto e nel corso del 2022 inizieranno le procedure per il recupero coattivo”.

C’è poi un’ampia pagina dedicata a “crediti verso clienti per fatture da emettere”. La partita complessiva supera i 23,4 milioni di euro e, tolto poco più di un milione per “crediti verso clienti del servizio elettrico, non ancora fatturati”, il resto dei soldi sono relativi a crediti verso i comuni dell’ambito per “riequilibrio concessione anni 2018-2019 e 2020” e crediti - sempre verso i comuni - per “premialità e maggiori utenze 2016-2017” in riferimento ad Asm che a Cns. Chi pagherà questo conto?

Ultima incognita: i maggiori costi sostenuti nella gestione che erano stati oggetto di contenzioso in passato per il mancato riconoscimento. “Asm e Cns hanno presentato istanza di riequilibrio presso l’Auri al fine di vedersi riconosciuta una tariffa in grado di garantire al gestore l’equilibrio economico finanziario e ottenere i rimborsi dei maggiori oneri sostenuti dal 2018 al 2020. Con le delibere 36 e 37 del novembre 2021, Auri ha riconosciuto i maggiori oneri sostenuti per un importo complessivo di oltre 2,2 milioni di euro”. E adesso, qualcuno dovrà pagare.   

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