Caos, sforbiciata ai costi. Si va verso la gestione diretta

Accordo tra Comune e gestore per gli ultimi tre mesi del 2018, risparmio di 27mila euro. Ad autunno prossimo scade il contratto, il sindaco Latini: "Esperienza controversa, basta delegare"

Il Caos di Terni

Una sforbiciata più che un taglio. Il Comune di Terni risparmierà circa 27mila euro negli ultimi tre mesi del 2018 - ottobre, novembre e dicembre - sulla convenzione per la gestione del sistema museale del Caos. Frutto dell'accordo tra palazzo Spada e il raggruppamento di imprese guidato da Indisciplinarte che si occupano delle strutture dell'ex Siri, una mediazione rispetto alla prima richiesta dell'assessore alla Cultura, Andrea Giuli, di recuperare almeno 50mila euro. 

"I tagli non interessano il personale ma riguardano le utenze e la rinuncia da parte dei gestori alla indicizzazione Istat", spiega Giuli che tuttavia non potrà usufruire direttamente di tali risorse per il suo assessorato visto che i risparmi alleggeriranno il bilancio di palazzo Spada che attende ancora l'ok del ministero dell'Interno. "Almeno per il momento", chiosa ancora l'assessore che non ha mai fatto mistero, anche pubblicamente, della difficoltà ad operare considerata la mancanza di soldi a disposizione per le sue deleghe.

L'appalto con il Caos scadrà poi a ottobre 2019. "Vedremo se il taglio alle spese sarà applicato anche nel 2019 di certo faremo le cose insieme ai gestori e ci sarà un maggiore controllo da parte dell'amministrazione comunale", continua Giuli che non si sbilancia sulle intenzioni della Giunta alla scadenza del contratto. "Stiamo ancora lavorando su quello che succederà il prossimo anno", dice ma la strada verso il ritorno a una gestione diretta del polo museale sembra ormai tracciata. E la indica lo stesso sindaco Leonardo Latini.

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"Dopo l'esperienza controversa degli ultimi dieci anni - ha detto il primo cittadino in consiglio comunale - l'amministrazione sarà impegnata a elaborare una strategia adeguata alla nuova situazione che possa rispondere alle esigenze di fruibilità diffusa dei musei e degli altri spazi del polo riappropriandosi del ruolo che aveva nei fatti fin troppo delegato". 

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