Turismo e cultura, il Comune di Terni punta sulla Valle Incantata “digital”

L’ente è capofila di un progetto presentato alla Regione in rete Narni, Stroncone, Otricoli, Calvi, San Gemini, Lugnano in Teverina, Ferentillo.

Il tema è di quelli affascinanti, già protagonista di percorsi di valorizzazione culturale e turistica del territorio. Ed ora, i Plenaristi, ossia i pittori che, tra’700 e ‘800 hanno raggiunto la Valle ternana per il loro Grand Tour, sono al centro di un nuovo progetto tutto digital che mira a valorizzare le emergenze storico-artistiche locali, in un’ottica di rete: i musei, l'arte antica e contemporanea, le bellezze di un territorio ampio e da valorizzare, soprattutto in chiave digital.

Il Comune di Terni, infatti, è capofila del progetto “La valle incantata. Musei e percorsi per una nuova esperienza della bellezza”, che ha visto l’adesione e condivisione dei comuni di Narni, Stroncone, Otricoli, Calvi, San Gemini, Lugnano in Teverina, Ferentillo.
Con il progetto l’amministrazione punta ad ottenere dei finanziamenti regionali finalizzati alla valorizzazione e promozione di reti museali e luoghi della cultura territoriali. L’ente regionale mette a disposizione fino ad un massimo di 100mila euro a progetto. Quello elaborato dal Comune di Terni, denominato Terni partecipa, prevede iniziative in grado di integrare le attività del museo archeologico Giontella, il museo d’arte moderna De Felice, il Centro di documentazione e visita di Carsulae, il Paleolab, l’Anfiteatro romano, il Museo Diffuso Plenaristi, il parco della Cascata e il laboratorio ambientale, il parco De Felice a Torreorsina e Monte Torre Maggiore. Il progetto prevede poi la partecipazione del Museo delle Orsoline di Calvi dell’Umbria, il Museo delle mummie e l’abbazia di San Pietro in Valle di Ferentillo, l’antiquarium e la Collezione mondiale degli olivi di Lugnano in Teverina, il Museo Eroli, il Ponte di Augusto e Narni sotterranea di Narni, l’antiquarium e l’area archeologica di Otricoli, il Museo di Storia naturale di Stroncone e i Prati, il GeoLab di San Gemini. Un ruolo lo svolgeranno anche le biblioteche comunali di Terni e San Gemini.
Il progetto, dinamico e in divenire, si inserisce in una ottica inedita e complementare di messa a sistema delle risorse storiche, artistiche e ambientali del territorio, coniugando le politiche di sviluppo culturale e quelle di attrattività turistica, facendo leva sulle identità locali e sul turismo sostenibile e utilizzando le nuove tecnologie per la comunicazione, soprattutto video divulgativi e promozionali, social e kit didattici. 

Arte, archeologia e ambiente

Il progetto, articolato nelle tre aree principali di intervento relative a arte, archeologia, ambiente, interseca realtà già esistenti, quali i Plenaristi nella valle del Nera, il Terni Art Mapping e la Antica Via Flaminia. È prevista anche una interazione successiva con la rete museale dello Spoletino. La proposta progettuale comprende un brand unificante (La Valle incantata), un piano di comunicazione professionale, percorsi museali e archeologici integrati e itinerari territoriali che metteranno a leva i siti e i luoghi messi a disposizione dai vari Comuni partecipanti.
“Forse per la prima volta concretamente – dichiara il vicesindaco e assessore alla cultura e turismo del comune di Terni, Andrea Giuli – palazzo Spada è protagonista, certo non solitario, di una operazione di area vasta nel campo delle politiche culturali e di sviluppo turistico, coerentemente con la convinzione che i due aspetti non possano marciare divisi, bensì complementari. La filosofia è sempre quella della valorizzazione delle bellezze di un’Umbria Meridionale in cui la città di Terni si pone come punto di riferimento e porta centrale. Così come per il bando regionale sul Turismo, stiamo collaborando con grande determinazione, fantasia e concretezza con molti altri Comuni del comprensorio, consapevoli delle potenzialità di un territorio che vanno messo a sistema e che veda in cultura e turismo finalmente degli asset di crescita economica e di benessere per le comunità. A questo punto non possiamo che attendere l’esito del bando”.

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