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A Terni la solidarietà è senza frontiere: “Siamo tutti sulla stessa barca, così aiutiamo oltre cinquanta famiglie”

La parrocchia cattolica di Santa Croce e la Chiesa evangelica metodista creano un fondo per sostenere chi non ce la fa tra spesa, farmaci, affitti e bollette. “Di abitudine al male si muore”

“Sulla barca o ci si salva tutti o si affonda tutti, nessuno può vantare una condizione privilegiata rispetto agli altri”. E l’emergenza Coronavirus ha fatto venire a galla una considerazione sacrosanta: “Siamo tutti sulla stessa barca”.

Anziani rimasti soli, persone senza casa, immigrati, lavoratori in nero e ambulanti, lavoratori dello spettacolo. “Noi già aiutavamo una cinquantina di famiglie. Ma in questo periodo, le situazioni di emergenza sono purtroppo aumentate”.

E così, su sollecitazione di don Roberto Cherubini e del pastore Pawel Gajewski, la parrocchia cattolica di Santa Croce e la Chiesa evangelica metodista di Terni si sono unite per dare una risposta a questa situazione e “provare a ricucire le maglie sfilacciate del tessuto comunitario cittadino”.

“Le nostre esistenze personali individuali sono correlate e interdipendenti con quelle di chi ci è accanto, ed anche di tutta l’umanità. Ciò significa – spiega don Roberto - che la mia salvezza non può prescindere e fare a meno della salvezza dell’altro: sulla barca o ci si salva tutti o si affonda tutti, nessuno può vantare una condizione privilegiata rispetto agli altri. Se qualcuno rimane escluso tutti ci perdiamo, se anche uno soccombe, tutti siamo privati della parte migliore di noi: la solidarietà che ci rende comunità. Di abitudine al male si muore”.

Le due realtà ecclesiali hanno dunque costituito un fondo di solidarietà comune, raccolto fra i membri delle proprie comunità ed hanno messo in campo le proprie forze per esprimere solidarietà concreta ai tanti che fanno fatica a restare a galla.

“Negli ultimi quindici giorni – racconta ancora don Roberto – abbiamo già aiutato concretamente più di una ventina di famiglie. Verifichiamo i casi uno per uno e poi forniamo il nostro supporto”. Aiuti alimentari o sostegno economico per fare fronte alle bollette o al pagamento dell’affitto o ancora per acquistare dei farmaci.

Al lavoro c’è “una squadra di volontari composta da persone di buona volontà di provenienza e religione diversa: cattolici, evangelici, ortodossi e musulmani, di nazionalità e cultura differente. Un segno di unità e collaborazione che vuole dire alla città che uniti si vincono le sfide e si può sognare un futuro migliore nel quale nessuno è lasciato indietro”.

Per chi volesse offrire un proprio contributo, economico o di altro genere, collaborare fattivamente o segnalare situazioni che hanno bisogno di sostegno, è possibile utilizzare l’indirizzo e-mail sulla-stessa-barca@libero.it.

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