Martedì, 22 Giugno 2021
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Terni, la città ha sempre più capelli bianchi: spariscono i ragazzini e aumentano gli over 80

I sindacati dei pensionati: “In Umbria gli over 70 sono quasi 173mila, cresce la tendenza all’invecchiamento soprattutto per i grandi anziani ma l’aspettativa di vita in buona salute è molto bassa. Ripensare il welfare”

In Umbria gli over 70 sono quasi 173mila, in pratica l’intera popolazione di Perugia. La nostra è la terza regione in Italia per età media più alta (ben oltre i 47 anni) e la tendenza all’invecchiamento è in aumento, in particolare per i cosiddetti “grandi anziani”, over 80 e over 90, che sono anche le fasce d’età più presenti nelle case di riposo, con una netta prevalenza delle donne.

L’Umbria è insomma una regione sempre più anziana, ma questo non deve necessariamente essere letto come un fatto negativo. “Le persone anziane vanno considerate come una grande risorsa e sostenerne la salute e il benessere può essere un motore di sviluppo e un freno allo spopolamento che sta colpendo in maniera sempre più preoccupante la nostra regione”, rilevano i sindacati dei pensionati dell’Umbria, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, organizzazioni che insieme contano circa 130mila iscritti nella regione.

La rappresentazione numerica di una regione e di un territorio che invecchia sempre di più, si ha consultando i dati Istat. A Terni, nel 2012 la popolazione nella fascia d’età 0-14 anni era composta da 13.412 soggetti che sono scesi a 12.541 otto anni dopo, ossia il primo gennaio 2020. Trend diametralmente opposto per gli over 80: nel 2012 erano 8.629, nel 2020 sono diventati 9.950. Il bilancio dice dunque che, a fronte di meno di mille under 14 “persi”, si sono aggiunti oltre 1.300 over 80.

Il dato che preoccupa di più Spi, Fnp e Uilp è infatti che a fronte di un tasso di invecchiamento tra i più alti del Paese, l’aspettativa di vita in buona salute per gli over 65 sia molto bassa. Per quanto riguarda poi le residenze protette, i sindacati dei pensionati e delle pensionate chiedono di rivedere il sistema di accreditamento e controllo, per scongiurare l’ipotesi di nuove strutture con centinaia di ospiti, (“…abbiamo visto la loro inadeguatezza in altre regioni d’Italia”, sottolineano i tre segretari). Al contrario, l’idea dei sindacati è quella di una sanità e di un welfare pubblico, fortemente legato al territorio e rafforzato, ora che le risorse ci sono, a partire dal personale.

“Il primo pensiero - hanno detto i tre segretari, Maria Rita Paggio (Spi Cgil), Giorgio Menghini (Fnp Cisl) e Francesco Ciurnella (Uilp Uil) - va alle vittime del coronavirus, oltre 600 in Umbria, nella quasi totalità persone anziane, un pezzo di una generazione fondamentale che lascia un vuoto enorme". E proprio a difesa degli anziani si è diretta tutta l’azione del sindacato pensionati nel corso del 2020: “Il nostro lavoro si è concentrato in particolare sul contrasto alla condizione di solitudine - spiegano Paggio, Menghini e CIurnella -  fortemente accentuata dalla pandemia: si pensi che una famiglia umbra su 5 è formata da anziani soli. E insieme alle nostre strutture di volontariato affiliate (Auser, Anteas e Ada) abbiamo attivato una serie di servizi (compagnia telefonica, consegna farmaci e spesa, etc) per cercare di alleviare il disagio”.

Accanto a questo si è sviluppato il confronto con Regione e Comuni, il cui bilancio è però negativo secondo i sindacati: “Il confronto è stato saltuario e deludente, vista anche l’emergenza sanitaria - rimarcano Paggio, Menghini e Ciurnella - e sulla non autosufficienza abbiamo persino dovuto fare ricorso alla mobilitazione per ottenere il ripristino del fondo regionale che era stato tagliato. Per questo diciamo che il 2021 deve essere segnato da forte discontinuità. Le risorse ci sono, noi chiediamo, a nome delle decine di migliaia di persone anziane che rappresentiamo, di confrontarci su un nuovo modello di welfare che, con la crescita della speranza di vita, offra alle persone anziane risposte differenziate in relazione alla loro condizione di salute".

“Su questo si concentrerà da subito la nostra azione nel 2021 - hanno concluso Spi, Fnp e Uilp – auspicando la costruzione di un verso tavolo sugli anziani e le anziane, una parte così consistente e importante della nostra regione che non può essere dimenticata”.

“Vacciniamoci tutti – dicono infine i sindacati - è molto importante. Noi verificheremo che il vaccino anti-Covid sia garantito a tutte e tutti nel più breve tempo possibile”.

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