"Liberati neanche accatastato", il Comune stringe su un nuovo stadio a Maratta

Manca il personale, molti gli impianti sportivi non in regola con il Catasto. Dominici: "Entro la prossima settimana la relazione del Credito sportivo per la nuova casa delle Fere"

Lo stadio Libero Liberati

Tredici impianti sportivi sui ventinove in città dati in concessione "non sono neanche accatastati". Tra questi c'è anche lo stadio "Libero Liberati" che, dunque, prima di essere venduto, come vorrebbe la Ternana, dovrebbe essere quantomeno messo in regola. Anche se l'idea del Comune - e nello specifico dell'assessore al Patrimonio, Fabrizio Dominici - è di realizzare un nuovo impianto da 20mila posti a Maratta. "La settimana prossima avremo la relazione del Credito sportivo".

Impianti non accatastati

La situazione di irregolarità di molti impianti sportivi di Terni - già sanzionata dall'Agenzia delle Entrate - è emersa nel corso dell'ultimo question time in consiglio comunale dove l'assessore Dominici ha risposto a una interrogazione del gruppo consiliare della Lega illustrata da Doriana Musacchi. Tredici gli impianti che non risultano accatastati tra cui alcuni dei principali come il Centro remiero di Piediluco, il palazzetto dello sport di via Di Vittorio, il ciclodromo Perona e, appunto, lo stadio Liberati. "Il problema - ha spiegato l'assessore - è che gli uffici del Patrimonio sono stati spolpati e non c'è più personale dedicato agli accatastamenti perché è stato trasferito al recupero della Tari dal 2017. In questo momento il Comune di Terni non ha alcun soggetto deputato ad effettuare gli aggiornamenti e tantomeno gli accatastamenti ma, visto e considerato che non lo è nemmeno lo stadio Liberati, cercheremo di recuperare questo gap che purtroppo deriva da 40 anni di malagestio".

"Ciò che è emerso grazie alla nostra interrogazione - commenta il vicepresidente del consiglio comunale, Devid Maggiora - credo che sia solo la punta dell'iceberg di quello che le amministrazioni Raffaelli e Di Girolamo hanno fatto alla nostra città. È nostra ferma intenzione continuare a scavare tra le 'macerie' in cui ci troviamo ad operare, coscenti del fatto che ci vorranno anni per rimediare ai disastri commessi in passato ma che, con determinazione e serietà, ce la faremo".

Un nuovo stadio a Maratta

Macerie a parte, quanto emerso durante il question time fornisce lo spunto per tornare a parlare del futuro dello stadio Liberati tanto più che nei giorni scorsi il presidente della Ternana, Stefano Ranucci, è tornato a sollecitare il Comune a rispondere alla manifestazione di interesse per l'acquisto dell'impianto. "La questione dell'accatastamento, per il quale l'amministrazione è stata già sanzionata dall'Agenzia delle Entrate - spiega Dominici - è secondaria. Andrà sicuramente fatta e non vorremmo ricorrere a personale esterno. Il punto è che non credo che la vendita del Liberati sia la strada da percorrere anche perché oggi conviene costruire un nuovo impianto, fuori dal centro e meglio servito da strade e parcheggi, piuttosto che demolirlo e rifarlo dove è".

Dominici, subito dopo l'insediamento, ha infatti avviato i contatti con il Credito Sportivo per sondare la possibilità di realizzare un nuovo stadio attraverso un fondo di investimento controllato dal Mef che poi affiderebbe in concessione l'impianto per 20-30 anni. "Ho parlato anche la scorsa settimana con il presidente Andrea Abodi e con l'avvocato Marco Cerritelli della McDermott Will&Emery che segue la pratica per conto del Credito sportivo - dice Dominici - ed entro la prossima settimana attendiamo la relazione sulla fattibilità dell'operazione. Si sta ragionando su un progetto di massima di un impianto da 20mila posti per un investimento di oltre 10 milioni di euro. La zona individuata, in accordo anche con l'assessore allo Sport Elena Proietti, è quella di Maratta che potrebbe essere nei terreni dell'ex polveriera di proprietà del Comune ma esistono anche altre opzioni. L'idea è di realizzare lì anche il palazzetto dello sport che nella zona di Foro Boario creerebbe troppi problemi per la viabilità". 

E la proposta della Ternana? "La prima offerta - dice Dominici - è stata di 450mila euro, ora è di 4 milioni a fronte di un valore che i nostri uffici hanno stimato tra gli 11 e i 15 milioni. Tutti noi abbiamo a cuore la squadra della città ma la vendita di un bene pubblico, benché non accatastato, non potrà che avvenire se non attraverso una procedura ad evidenza pubblica. E questa sarebbe la strada se il Credito sportivo non dovesse ritenere valida la nostra richiesta. In alternativa sarei felice se la Ternana volesse realizzare un nuovo impianto e ci chiedesse un terreno in concessione trentennale". E qualora dovesse sorgere una nuova casa per le Fere cosa ne sarebbe del vecchio Liberati? L'assessore torna alla carica con una sua proposta che ha fatto già discutere. "Un grande camposcuola, visto le condizioni di quello attuale, con le tribune che ristrutturate e chiuse potrebbero ospitare le scuole della città da concentrare tutte in quello spazio".  

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